L'ausilio di mezzi informatici nell'organizzazione e nell'esecuzione delle attività all'interno dell'azienda possono ribaltare la tendenza alla contrazione del fatturato e la riduzione degli utili attualmente in atto. Prima di discuterne, però, parleremo un po' di politica, da informatici quali siamo.
Momenti di crisi come questi, che attraversano tutti i settori
dell'economia, stimolano la riflessione per individuare le cause
e i provvedimenti da prendere, non solo per recuperare le quote
di mercato perdute, ma per consentirci di guardare alla CEE con
le carte in regola.
L'Italia stretta nella morsa della corruzione, del clientelismo,
del pressappochismo, dove emerge chi conosce chi conta,
sta perdendo la sua posizione che la vedeva tra le maggiori
potenze industrializzate.
Qui, da noi, non vincono i più bravi, quelli che adeguano le
strutture, perché sanno guardare in che direzione la tecnologia
traccia le direttrici per il futuro. Non si investono soldi per
la ricerca perché servono fondi per pagare le tangenti, infatti
non serve saper produrre bene e a costi concorrenziali, basta
pagare le persone giuste.
Si distruggono centinaia di miliardi per rubacchiarne una decina.
L'Italia è piena di cattedrali nel deserto.
VIAGGIO NEL SUD
Voi state andando, le mani sul volante e gli occhi al paesaggio
libero dalle strutture della civiltà, siete alla ricerca di un
paesino vicino al mare che, per qualche tempo, vi faccia
dimenticare la città., la politica e la passerella degli
inquisiti al telegiornale della sera.
Avete lasciato da un pezzo l'autostrada e vi siete addentrati
nella campagna. Quando, ai vostri occhi increduli, all'uscita di
una curva, si presenta uno svincolo autostradale che sfida il
cielo con le sue strutture in ferro e cemento.
E' bello a vedersi, ma inutile perché non conduce in nessun
posto, perché invecchia solitario, insieme a tanti altri giganti
simili a lui. Monumenti che resteranno in memoria di un'epoca di
decadenza, di stupidità, dove si passa sopra a tutto per una
manciata di soldi.
Il cantiere, abbandonato da anni, costeggia per qualche centinaio
di metri un tratto della provinciale, siamo nel meridione, è
solo una delle tante strade male in arnese che collega gruppi di
case, dove i bambini, seduti a terra, sognano di diventare boss
mafiosi.
Ma lasciamo il meridione, perché lo scandalo è ovunque, anche
vicino casa nostra. A pochi passi da dove abito, una quindicina
di anni fa, hanno iniziato a fabbricare un ospedale che potrebbe
contenere un intero paesotto, tanto è grande. Oramai quasi
terminato, cinque anni fa sono stati sospesi i lavori perché
improvvisamente qualcuno si è accorto che a Roma i posti letto
presenti erano sufficienti, ma se andate in un nosocomio della
capitale non mancherete di imbattervi nei malati in barella
sistemati in corridoio in attesa che si liberi un posto.
In realtà i posti letto a Roma ci sarebbero, se non si tenesse
per 30 giorni un letto bloccato in una corsia solo per fare le
analisi ad un povero diavolo che deve essere operato di ernia.
L'OPINIONE VILIPESA
I manipolatori di opinioni stanno lavorando freneticamente, sono
un po' giù d'allenamento, perché, ultimamente, eravamo talmente
assuefatti che, per tenerci buoni, in momenti di crisi bastava
Pippo Baudo e le partite del Mercoledì, per farci scordare tutti
i nostri affanni.
Forse non ci avrete fatto caso, ma da quando è cominciata
Tangentopoli le partite si giocano anche il Martedì e il
Giovedì. Questa volta però hanno esagerato, perché all'inganno
si è aggiunta la beffa. Perché queste storie di tangenti
contrapposte alla sequela di stangate che si sono abbattute,
tutte insieme, nel giro di pochi mesi sulle nostre povere teste,
hanno fatto risorgere l'italico furore, ed allora eccoli di nuovo
all'opera i manipolatori d'opinione che, per tenerci buoni,
rispolverano i loro vecchi manuali.
Vediamone qualcuno di questi ingenui ma sempre efficaci trucchi.
Non possiamo confondere chi ruba una mela con chi uccide.
Quando l'ho detto al mio PC mi ha risposto che era giusto, sono
due cose completamente diverse, ma quando gli ho spiegato
a cosa si riferiva la frase mi ha testualmente confidato che, se
noi umani ci facciamo infinocchiare così, vuol dire che siamo
proprio cretini.
In realtà la differenza tra chi ruba poco rispetto a chi ruba
tanto è solo quantitativa, ma nella sostanza si tratta della
stessa cosa, cioè di furto. Pochi milioni l'uno, tanti miliardi
l'altro, ma sempre di furto si tratta e se si decide di saltare
il fosso, tanto vale farlo alla grande.
Perché rubare poco? L'entità del furto non può essere limitata
che da fattori indipendenti dalla volontà di chi ruba.
Mi spiego meglio: dove si è mai visto un ladro che, messo di
fronte a un malloppo di 100 miliardi, prende solo qualche
spiccioletto per la parrocchia e lascia il resto? Ora, se uno
ruba è un ladro e, se ha rubato poco, può voler dire
semplicemente che non ha potuto rubare di più.
GITA DOMENICALE
I poveri manipolatori di opinione sono disorientati,
la tesi della buccia di banana non regge. Non passa giorno in cui
non ci sia l'incriminazione di una parte della nostra classe
politica. Funziona come scoprire i giacimenti diamantiferi: dove
nella polvere si trova un diamante, certamente scavando se ne
troveranno tanti altri.
Il GIP in gita domenicale ha l'hobby della geologia, affonda la
pala là dove gli hanno detto che c'è stato un appalto, si fa
aiutare dalla moglie e dai figli e giù a scavare, in breve tira
fuori quattro o cinque uomini politici, un paio di imprenditori,
due o tre faccendieri.
Molti di questi li aveva già trovati negli scavi precedenti,
tant'è che la figlia quindicenne, convinta che il padre sia un
po' fissato ( o preferendo passare la domenica con i suoi
amichetti in discoteca) protesti dicendo: Basta papà,
questo pancione è l'ottava volta che me lo tiri fuori, io non
vengo più a scavare con te la domenica.
Non vorrei passare per disfattista, ma sono sempre più convinto
che a guardare dietro ad ogni appalto c'è da trovare corruttori
e corrotti.
Queste storie di tangenti sono come le ciliegine, l'una tira
l'altra. Solo che qui il gioco non è così innocente. Questa
prassi non ha consentito un sano sviluppo del tessuto produttivo
perché sono state percorse le vie traverse.
NON ASCOLTIAMO
Allora qualcuno si è messo a predicare: Abbiamo bisogno di
un governo forte.
Questo è quanto di più sfrontato si possa dire. Ma se è
proprio questo il periodo d'oro della nostra democrazia, forse il
primo dall'unità d'Italia. Mai come oggi sento di vivere il
profumo della libertà.
Ma ce lo vedete voi, in un paese totalitario, un giudice
inquisire i propri capi? Metterli in stato di accusa,
contestargli pubblicamente ruberie, estorsioni, concussioni,
corruzioni?
Dove si è mai visto in un paese soggetto a dittatura un uomo di
potere trasferito in catene di fronte al giudice per essere
accusato senza pietà, come capita ad un comune malvivente?
Chi dice questo vuole impedire ai giudici di andare avanti per
affondare la scure là dove ancora si nasconde il marcio più
grande.
Solo i più corrotti, quelli che hanno consentito a tutti quelli
pescati fino ad oggi di credere che rubare fosse la più onesta
delle attività permesse ad un uomo politico, hanno interesse ad
un governo forte.
Se noi, presi dal disgusto, lo accettassimo, premieremmo proprio
loro, consegnando loro il potere senza discussioni, per sempre,
proprio ora che ci sono tutte le premesse per fondare una vera
democrazia. Ma non basta solo essere capaci di dividere il grano
dalla pula.
Questa è la fase più critica e non dobbiamo fermarci anche a
costo di mettere in galera tutta la classe politica.
Approfittiamo di questo momento particolarmente favorevole per la
democrazia e partiamo dal presupposto che l'onestà,
spontaneamente, non esista, facciamo leggi severe contro la
corruzione e derivati, in modo che a nessuno venga mai più
voglia di offrire e prendere tangenti.
Probabilmente esisteranno pure gli uomini onesti, ma loro non si
offenderanno per queste leggi che non li riguardano.
Noi vogliamo delle leggi tali per cui chi ci governerà,
intimamente onesto o disonesto che sia, non possa violare la
legge senza venire catturato, incatenato, posto al pubblico
ludibrio, messo alla berlina, esposto nudo sulla piazza con i
cani che gli abbaiano contro.
Così noi, che non facciamo politica attiva, torneremo ad
occuparci di informatica in Italia.
CONCLUSIONE
Avevamo iniziato parlando di come, introducendo nell'azienda
sistemi informatici si potesse tornare a far crescere il
fatturato, ma non siamo riusciti a far finta che il problema
fosse solo mettersi in regola con le tecnologie e siamo stati
travolti dall'evidenza che conta più allungare una bustarella al
momento giusto e alla persona giusta che essere all'avanguardia
nei sistemi produttivi, di marketing, di distribuzione.
Ora, io non posso suggerirvi questa strada per risolvere la
crisi, sarei incoerente e passibile di denuncia per istigazione
al reato, quindi, presupposta un'Italia risanata dalla piaga
della tangente, vediamo come l'informatica può aiutare a
risalire la china.
L'informatica personale, in un'azienda consente di razionalizzare
gli sforzi, a patto che sia concepita in un disegno organico che
tenga conto dell'insieme dei problemi.
Noi dobbiamo approfittare di questa congiuntura del mondo
informatico, che ci mette a disposizione mezzi potentissimi a
costi irrisori, ma dobbiamo convincerci che non basta l'acquisto
di un PC per dare un taglio con il passato. Infatti, bisogna
tenere in giusto conto che ci sono costi aggiuntivi non
trascurabili, come l'istruzione del personale per un razionale
utilizzo dei mezzi, l'acquisto del software adatto alle esigente
specifiche, l'eventuale collegamento in rete che richiede la
formazione di un amministratore di rete e competenze specifiche
per gli utenti collegati.
Non bisogna basare la propria scelta su considerazioni meramente
di costo.
E' necessario verificare l'assistenza e la sua qualità, che si
esprime in tempo di intervento e nella capacità di risolvere i
problemi.
Il costo di un PC non si esaurisce nell'acquisto del pezzo
di ferro, ma prosegue per tutto il tempo del suo utilizzo
sotto forma di un continuo adeguamento alle esigenze dell'utente.
Se volete
mandatemi le vostre opinioni sul testo.