Felice Pagnani - L'UOMO E L'INFORMATICA - aprile 1993 - Micro & Personal Computer

TECNOLOGIA & TANGENTI

L'ausilio di mezzi informatici nell'organizzazione e nell'esecuzione delle attività all'interno dell'azienda possono ribaltare la tendenza alla contrazione del fatturato e la riduzione degli utili attualmente in atto. Prima di discuterne, però, parleremo un po' di politica, da informatici quali siamo.


Momenti di crisi come questi, che attraversano tutti i settori dell'economia, stimolano la riflessione per individuare le cause e i provvedimenti da prendere, non solo per recuperare le quote di mercato perdute, ma per consentirci di guardare alla CEE con le carte in regola.
L'Italia stretta nella morsa della corruzione, del clientelismo, del pressappochismo, dove emerge chi conosce chi conta, sta perdendo la sua posizione che la vedeva tra le maggiori potenze industrializzate.
Qui, da noi, non vincono i più bravi, quelli che adeguano le strutture, perché sanno guardare in che direzione la tecnologia traccia le direttrici per il futuro. Non si investono soldi per la ricerca perché servono fondi per pagare le tangenti, infatti non serve saper produrre bene e a costi concorrenziali, basta pagare le persone giuste.
Si distruggono centinaia di miliardi per rubacchiarne una decina. L'Italia è piena di cattedrali nel deserto.

VIAGGIO NEL SUD
Voi state andando, le mani sul volante e gli occhi al paesaggio libero dalle strutture della civiltà, siete alla ricerca di un paesino vicino al mare che, per qualche tempo, vi faccia dimenticare la città., la politica e la passerella degli inquisiti al telegiornale della sera.
Avete lasciato da un pezzo l'autostrada e vi siete addentrati nella campagna. Quando, ai vostri occhi increduli, all'uscita di una curva, si presenta uno svincolo autostradale che sfida il cielo con le sue strutture in ferro e cemento.
E' bello a vedersi, ma inutile perché non conduce in nessun posto, perché invecchia solitario, insieme a tanti altri giganti simili a lui. Monumenti che resteranno in memoria di un'epoca di decadenza, di stupidità, dove si passa sopra a tutto per una manciata di soldi.
Il cantiere, abbandonato da anni, costeggia per qualche centinaio di metri un tratto della provinciale, siamo nel meridione, è solo una delle tante strade male in arnese che collega gruppi di case, dove i bambini, seduti a terra, sognano di diventare boss mafiosi.
Ma lasciamo il meridione, perché lo scandalo è ovunque, anche vicino casa nostra. A pochi passi da dove abito, una quindicina di anni fa, hanno iniziato a fabbricare un ospedale che potrebbe contenere un intero paesotto, tanto è grande. Oramai quasi terminato, cinque anni fa sono stati sospesi i lavori perché improvvisamente qualcuno si è accorto che a Roma i posti letto presenti erano sufficienti, ma se andate in un nosocomio della capitale non mancherete di imbattervi nei malati in barella sistemati in corridoio in attesa che si liberi un posto.
In realtà i posti letto a Roma ci sarebbero, se non si tenesse per 30 giorni un letto bloccato in una corsia solo per fare le analisi ad un povero diavolo che deve essere operato di ernia.

L'OPINIONE VILIPESA
I manipolatori di opinioni stanno lavorando freneticamente, sono un po' giù d'allenamento, perché, ultimamente, eravamo talmente assuefatti che, per tenerci buoni, in momenti di crisi bastava Pippo Baudo e le partite del Mercoledì, per farci scordare tutti i nostri affanni.
Forse non ci avrete fatto caso, ma da quando è cominciata Tangentopoli le partite si giocano anche il Martedì e il Giovedì. Questa volta però hanno esagerato, perché all'inganno si è aggiunta la beffa. Perché queste storie di tangenti contrapposte alla sequela di stangate che si sono abbattute, tutte insieme, nel giro di pochi mesi sulle nostre povere teste, hanno fatto risorgere l'italico furore, ed allora eccoli di nuovo all'opera i manipolatori d'opinione che, per tenerci buoni, rispolverano i loro vecchi manuali.
Vediamone qualcuno di questi ingenui ma sempre efficaci trucchi.
Non possiamo confondere chi ruba una mela con chi uccide. Quando l'ho detto al mio PC mi ha risposto che era giusto, sono due cose completamente diverse, ma quando gli ho spiegato a cosa si riferiva la frase mi ha testualmente confidato che, se noi umani ci facciamo infinocchiare così, vuol dire che siamo proprio cretini.
In realtà la differenza tra chi ruba poco rispetto a chi ruba tanto è solo quantitativa, ma nella sostanza si tratta della stessa cosa, cioè di furto. Pochi milioni l'uno, tanti miliardi l'altro, ma sempre di furto si tratta e se si decide di saltare il fosso, tanto vale farlo alla grande.
Perché rubare poco? L'entità del furto non può essere limitata che da fattori indipendenti dalla volontà di chi ruba.
Mi spiego meglio: dove si è mai visto un ladro che, messo di fronte a un malloppo di 100 miliardi, prende solo qualche spiccioletto per la parrocchia e lascia il resto? Ora, se uno ruba è un ladro e, se ha rubato poco, può voler dire semplicemente che non ha potuto rubare di più.

GITA DOMENICALE
I poveri manipolatori di opinione sono disorientati, la tesi della buccia di banana non regge. Non passa giorno in cui non ci sia l'incriminazione di una parte della nostra classe politica. Funziona come scoprire i giacimenti diamantiferi: dove nella polvere si trova un diamante, certamente scavando se ne troveranno tanti altri.
Il GIP in gita domenicale ha l'hobby della geologia, affonda la pala là dove gli hanno detto che c'è stato un appalto, si fa aiutare dalla moglie e dai figli e giù a scavare, in breve tira fuori quattro o cinque uomini politici, un paio di imprenditori, due o tre faccendieri.
Molti di questi li aveva già trovati negli scavi precedenti, tant'è che la figlia quindicenne, convinta che il padre sia un po' fissato ( o preferendo passare la domenica con i suoi amichetti in discoteca) protesti dicendo: Basta papà, questo pancione è l'ottava volta che me lo tiri fuori, io non vengo più a scavare con te la domenica.
Non vorrei passare per disfattista, ma sono sempre più convinto che a guardare dietro ad ogni appalto c'è da trovare corruttori e corrotti.
Queste storie di tangenti sono come le ciliegine, l'una tira l'altra. Solo che qui il gioco non è così innocente. Questa prassi non ha consentito un sano sviluppo del tessuto produttivo perché sono state percorse le vie traverse.

NON ASCOLTIAMO
Allora qualcuno si è messo a predicare: Abbiamo bisogno di un governo forte.
Questo è quanto di più sfrontato si possa dire. Ma se è proprio questo il periodo d'oro della nostra democrazia, forse il primo dall'unità d'Italia. Mai come oggi sento di vivere il profumo della libertà.
Ma ce lo vedete voi, in un paese totalitario, un giudice inquisire i propri capi? Metterli in stato di accusa, contestargli pubblicamente ruberie, estorsioni, concussioni, corruzioni?
Dove si è mai visto in un paese soggetto a dittatura un uomo di potere trasferito in catene di fronte al giudice per essere accusato senza pietà, come capita ad un comune malvivente?
Chi dice questo vuole impedire ai giudici di andare avanti per affondare la scure là dove ancora si nasconde il marcio più grande.
Solo i più corrotti, quelli che hanno consentito a tutti quelli pescati fino ad oggi di credere che rubare fosse la più onesta delle attività permesse ad un uomo politico, hanno interesse ad un governo forte.
Se noi, presi dal disgusto, lo accettassimo, premieremmo proprio loro, consegnando loro il potere senza discussioni, per sempre, proprio ora che ci sono tutte le premesse per fondare una vera democrazia. Ma non basta solo essere capaci di dividere il grano dalla pula.
Questa è la fase più critica e non dobbiamo fermarci anche a costo di mettere in galera tutta la classe politica.
Approfittiamo di questo momento particolarmente favorevole per la democrazia e partiamo dal presupposto che l'onestà, spontaneamente, non esista, facciamo leggi severe contro la corruzione e derivati, in modo che a nessuno venga mai più voglia di offrire e prendere tangenti.
Probabilmente esisteranno pure gli uomini onesti, ma loro non si offenderanno per queste leggi che non li riguardano.
Noi vogliamo delle leggi tali per cui chi ci governerà, intimamente onesto o disonesto che sia, non possa violare la legge senza venire catturato, incatenato, posto al pubblico ludibrio, messo alla berlina, esposto nudo sulla piazza con i cani che gli abbaiano contro.
Così noi, che non facciamo politica attiva, torneremo ad occuparci di informatica in Italia.

CONCLUSIONE
Avevamo iniziato parlando di come, introducendo nell'azienda sistemi informatici si potesse tornare a far crescere il fatturato, ma non siamo riusciti a far finta che il problema fosse solo mettersi in regola con le tecnologie e siamo stati travolti dall'evidenza che conta più allungare una bustarella al momento giusto e alla persona giusta che essere all'avanguardia nei sistemi produttivi, di marketing, di distribuzione.
Ora, io non posso suggerirvi questa strada per risolvere la crisi, sarei incoerente e passibile di denuncia per istigazione al reato, quindi, presupposta un'Italia risanata dalla piaga della tangente, vediamo come l'informatica può aiutare a risalire la china.
L'informatica personale, in un'azienda consente di razionalizzare gli sforzi, a patto che sia concepita in un disegno organico che tenga conto dell'insieme dei problemi.
Noi dobbiamo approfittare di questa congiuntura del mondo informatico, che ci mette a disposizione mezzi potentissimi a costi irrisori, ma dobbiamo convincerci che non basta l'acquisto di un PC per dare un taglio con il passato. Infatti, bisogna tenere in giusto conto che ci sono costi aggiuntivi non trascurabili, come l'istruzione del personale per un razionale utilizzo dei mezzi, l'acquisto del software adatto alle esigente specifiche, l'eventuale collegamento in rete che richiede la formazione di un amministratore di rete e competenze specifiche per gli utenti collegati.
Non bisogna basare la propria scelta su considerazioni meramente di costo.
E' necessario verificare l'assistenza e la sua qualità, che si esprime in tempo di intervento e nella capacità di risolvere i problemi.
Il costo di un PC non si esaurisce nell'acquisto del pezzo di ferro, ma prosegue per tutto il tempo del suo utilizzo sotto forma di un continuo adeguamento alle esigenze dell'utente.

Se volete mandatemi le vostre opinioni sul testo.