Gaio Valerio Catullo

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Dimenticàti con fredda falsità i compagni fedeli,
non hai pietà, Alfeno, nemmeno dell'amico più caro?
Col tuo cinismo non esiti a tradirmi, a ingannarmi.
Eppure agli dei ripugna la viltà di chi tradisce:
ma a te che importa se mi lasci con la mia tristezza?
Che fare, che fare, ditemi, a chi si può credere?
Certo tu, tu traditore volevi che mi affidassi a te,
spingendomi ad amarti come se non avessi nulla da temere.
Ora mi eviti e lasci che il vento e le nebbie disperdano
nell'aria, come fossero niente, le parole, ciò che facevi.
Ma se tu dimentichi, ricordano gli dei, ricorda la Fede,
che ti farà pentire di quello che mi hai fatto.