Giovenale
Libro Quinto

XVI
(vantaggi della vita militare)

 

Chi potrebbe elencare, Gallio,

i vantaggi d'una felice vita militare?

Se si presenta un buon accampamento,

le sue porte sotto propizia stella

accolgano anche me, timida recluta.

Val più un'ora di fato benigno

che un biglietto di raccomandazione

di Venere a Marte o della madre dei numi

ammaliata dalle spiagge di Samo.

 

Esaminiamo prima i vantaggi comuni.

Il più piccolo non è certo

che nessun civile osi picchiarti:

anzi se è bastonato lui,

fa finta di niente e si guarda bene

da mostrare al pretore i denti rotti,

la faccia viola e tumefatta

dal gonfiore dei lividi,

l'unico occhio rimasto, sul quale

il medico non promette nulla di buono.

A chi per questo volesse giustizia

come giudice vien dato uno stivale bardaico

con enormi polpacci su un grande sgabello,

secondo l'antica legge castrense

conservata dal tempo di Camillo,

per la quale un soldato

non può essere chiamato in giudizio

fuori del campo e lontano dagli stendardi.

'Ma trattandosi di un soldato', dici,

'è giustissimo che l'inchiesta

sia affidata a un centurione;

se la mia causa è giusta

ne avrò soddisfazione.'

Errore, tutta la coorte ti è contro

e, in pieno accordo fra loro, i manipoli

faranno sì che la punizione sia lieve

e per te più offensiva dell'oltraggio.

Sarebbe impresa degna

di quel somaro chiacchierone che è Vagellio

che tu, con le sole tue gambe,

umiliassi tanti stivali

e tante migliaia di chiodi.

Del resto, chi sta così lontano da Roma,

chi ha il coraggio di un Pilade

da varcare con te i bastioni

di un campo militare?

Meglio asciugarsi subito le lacrime

e non costringere gli amici

chiamati in aiuto a inventarsi scuse.

'Produci un testimone', dirà il giudice:

se chi ha visto sferrare i pugni,

sia quel che sia, oserà dire 'Ho visto',

io lo riterrò degno della barba

e dei capelli dei nostri antenati.

Si fa più presto a presentare un teste falso

contro un civile, che uno vero

contro il rango e l'onore di un soldato.

 

E vediamo gli altri vantaggi e privilegi

del giuramento militare.

Se una canaglia di vicino

mi ha carpito un pezzo di valle o un campo

del podere avito, strappando

la pietra sacra posta sui confini,

pietra che tutti gli anni

onoravo con grandi focacce e polenta;

se un debitore si ostina a non rendermi

il denaro che gli ho prestato,

sostenendo che la cambiale è falsa

e non vale un bel niente,

dovrò attendere il periodo dell'anno

in cui per tutti si aprono i processi.

Ma anche allora infinite son le noie,

mille i rinvii da sopportare;

il più delle volte ci sono solo i banchi:

noi siamo pronti, ma l'eloquente Cedicio

già si toglie il mantello, Fusco

corre ad orinare, e veniamo congedati;

così continuiamo a lottare

nella neghittosa arena del Foro.

Ma quelli che portano le armi

e cingono la spada

possono scegliere a loro piacere

il giorno della causa

e il loro denaro non si disperde

negli infiniti intralci della lite.

 

Inoltre i militari

possono fare testamento

anche se il padre è vivo,

perché i guadagni ottenuti in servizio

non fanno parte, per la legge,

del patrimonio che amministra il padre.

Così Corano, che come guardiabandiera

riceve il soldo della ferma,

vien circuito da quel vecchio tremulo

che è suo padre: fondata immunità

che lo pungola e lo compensa

per le sue nobili fatiche.

Il primo interesse di un comandante

è certo quello che chi è valoroso

sia anche più felice,

e che tutti sian soddisfatti

di collane e medaglie, tutti...

 


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