Marco Valerio Marziale - Epigrammi
Libro Primo

 

 

43 • UN OSPITE AVARO

 

 

Fummo in sessanta ad essere invitati

ieri da te, Mancino,

e nulla ci fu a tavola imbandito,

tranne un cinghiale:

non le uve che vengono lasciate

sulle viti tardive

o le mele cotogne, che gareggiano

coi dolci favi,

non le pere che pendono legate

con lunghi filamenti di ginestra

oppur le melegrane di Fenicia

dal colore simile alle rose

di breve vita,

né la rustica Sarsina mandò

coni di cacio di latte ancor stillanti,

né venne dagli orci del Piceno

la verde oliva,

ma un nudo cinghiale

e questo addirittura piccolino,

quale può essere abbattuto

da un nanetto con le mani inermi.

Nulla, dopo di questo, fu servito.

Tutti stemmo a guardar senza mangiare:

anche l'arena suole in questo modo

esporre un cinghiale

alla vista degli spettatori.

Non ti venga un cinghiale più servito,

dopo cotesta tua gloriosa impresa,

ma che tu venga esposto ad un cinghiale

simile in tutto a quello

che uccise il bandito Caridemo.