43 • UN OSPITE AVARO Fummo in sessanta ad essere invitati ieri da te, Mancino, e nulla ci fu a tavola imbandito, tranne un cinghiale: non le uve che vengono lasciate sulle viti tardive o le mele cotogne, che gareggiano coi dolci favi, non le pere che pendono legate con lunghi filamenti di ginestra oppur le melegrane di Fenicia dal colore simile alle rose di breve vita, né la rustica Sarsina mandò coni di cacio di latte ancor stillanti, né venne dagli orci del Piceno la verde oliva, ma un nudo cinghiale e questo addirittura piccolino, quale può essere abbattuto da un nanetto con le mani inermi. Nulla, dopo di questo, fu servito. Tutti stemmo a guardar senza mangiare: anche l'arena suole in questo modo esporre un cinghiale alla vista degli spettatori. Non ti venga un cinghiale più servito, dopo cotesta tua gloriosa impresa, ma che tu venga esposto ad un cinghiale simile in tutto a quello che uccise il bandito Caridemo.
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