54 • I SOGNI DI NASIDIANO Tu sempre al mattino mi racconti dei sogni e sogni fatti su di me, ma tali che turban la mia mente e l'animo mi rendono apprensivo. Già il vino dell'annata ch'è passata e quello di quest'anno s'è venduto per fare scongiurare da una maga i presagi dei tuoi notturni sogni. Quanto sale e farina ho consumato, quanti mucchi d'incenso, com'è scemato via via il mio gregge per il frequente rinnovarsi del sacrificio d'un'agnella! Già non m'è rimasto più un porcello, né uova, né animali da cortile: ora, o Nasidiano, non dormire o sogna pure, ma di te soltanto. |