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La vita dell'Omo Nove mesi a la puzza: poi in fassciola[1] note |
Nasce e vive a Roma tra il 1791 e il 1863. I viaggi per per l'Italia e le letture dei grandi scrittori di tutti i tempi, dei testi illuministici e romantici europei lo condussero alla elaborazione di un progetto di scrittura dialettale che fosse il monumento della vita e della societą di Roma. L'opera monumentale comprende ben 2279 sonetti romaneschi rimasti inediti durante la vita del poeta. Essi sono documento completo dell'epoca e al tempo stesso metafora severa, comica e tragica, dell'esistenza. La tecnologia, pur incidendo profondamente nella civiltą, non cambia la sostanza fondamentale di cui č fatto l'uomo, in ogni tempo si nasce e vive nella sofferenza che solo la morte verrą ad interrompere. |
| La sequenza della vita va dalla puzza del periodo prenatale alla morte, per precipitare nel buio e nel mistero terribile dell'al di lą. In una struttura del tutto priva di aggettivi, il sonetto, costruito su una serie formidabile di precedenti letterari, segna uno dei vertici dei desolato pessimismo belliano che si sostan- zia nella certezza dell'infinito ripetersi del dolore e della violenza. | |