La poesia è il salvagente cui mi aggrappo quando tutto sembra svanire. Quando il mio cuore gronda per lo strazio delle parole che feriscono, dei silenzi che trascinano verso il precipizio. Quando sono diventato così impenetrabile che neanche l'aria riesce a passare.
Nel deserto pianeta,
tra dune di sabbia
arse da un sole
morente,
solo lo scorpione vigila
perché la poesia non torni mai più
a turbare cuore e coscienza dei superstiti.
Senza speranza lotto
contro lo scorpione
che mi ha reso cieco,
avendo fatto dei miei occhi la sua torre di vedetta sulle rovine,
che mi ha reso sordo,
avendo fatto delle mie orecchie il suo nido,
che mi ha reso muto,
avendo fatto della mia lingua letto ai suoi spietati giochi,
che mi ha reso trasparente e più fragile di vetro sottile,
avendo preso forza e nutrimento dalle mie illusioni,
dai miei sogni infantili.
Quasi più non sono
se non brezza
che non dà più refrigerio
e questo è il rantolo
prima che lo scorpione
faccia del mio cuore
il palazzo per celebrare il trionfo.

Felix scriveva:

"Questo sito dedicato alla poesia, nel momento in cui ho deciso di metterlo in linea, ho preso la strategica decisione di tenerlo il più leggero possibile prevedendo che molto in fretta saremmo arrivati a qualche migliaio di documenti html.
....
Il sito, per la sua natura non finirà mai di crescere, ci sono ancora tante e tante poesia da inserire e tante, tante pagine con l'indicazione di "Lavori in corso". Crescerà anche il numero degli autori, ma ci vorrà tempo."

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