Vittorio Baccelli
DR. ADDER

Era caduto nelle mani di una specie di scienziato pazzo che estraeva grosse lucertole insanguinate dal cervello della gente per poi tagliarla a pezzi finché non assomigliava a loro. Un chirurgo che estirpava i tumori e buttava via il resto del corpo sano perché non serviva.


Il Dr. Adder è lo sconvolgente e controverso romanzo scritto da Kevin Wayne Jeter nel '72; l'opera è ambientata in una Los Angeles futura, degradata, patria di freak e prostitute, di venditori di droghe e sicari, che rimanda per moltissimi aspetti alla metropoli prossima ricreata da Ridley Scott in Blade Runner. Jeter è sempre stato un grande appassionato delle opere di Philip Dick, sul quale ha scritto numerosi interventi, fin dai sui tempi di scuola, mostrando altresì personali tendenze iconoclaste sfociate poi nella stesura finale del Dr. Adder. Il libro comunque, non trova negli anni '70 alcun editore disposto a pubblicarlo, si guadagna in compenso, all'interno dei circoli letterari americani una certa reputazione, ma come testo maledetto. La ricerca del punto di fusione del reale, il momento in cui la materia sublima in quella informe e malleabile dell'immagine, è la prima e la più stupefacente delle ossessioni di Jeter: il rimando agli orologi molli di Dalì è d'obbligo. Il Dr. Adder si muove attraverso le ambivalenze di una megalopoli - o meglio d'un assieme d'urbanizzazioni che ambiscono a riconoscersi nel nome d'una città - che per divenire allegoria d'una civiltà decadente non ha bisogno d'altro che d'essere raccontata. L'interfaccia che domina queste pagine, non è quella del cyberpunk, tra uomo e macchina, ma una sorta di zona franca che evidenzia l'esistenza d'un attrito tra i desideri e la loro ammissibilità sociale. L'interfaccia è un argine che s'innerva coi suoi vicoli rizomatici nel corpo di due entità contrapposte, la Los Angeles futura e le campagne abitate dall'autentica borghesia americana; qui si svela l'ipocrisia d'entrambe le entità sociali ed i desideri più imbarazzanti si realizzano nel territorio negato d'una strada, di un qualcosa che non esiste se non come luogo di passaggio, di fuga e quindi privo di tradizione e memoria. Quello di Jeter è un attacco frontale al puritanesimo americano ed è radicalmente distante dalla letteratura ufficiale made in USA che convive perennemente coi suoi sensi di colpa. L'assunto di base è che nelle nostre vite la realtà comunemente percepita passi attraverso un filtro di coerenza ed ammissibilità. Se si perde questa descrizione strutturale, i filtri del sistema percettivo vanno in tilt, in questo mondo una verità sempre più vasta di realtà contigue fa irruzione nel nostro sistema neurale. Tutto può accadere, tutto è vero. La realtà coerente diviene indistinguibile da quelle percepite e perciò non più privilegiata e dà origine a fenomeni cancerogeni che traggono il loro momento iniziale dalla schizofrenia morale. Il Dr. Adder è una grande opera che coraggiosamente anticipa e raccoglie la maggior parte delle tematiche controculturali che si svilupperanno nei decenni successivi. La tematica del corpo, non più biologicamente e geneticamente assoluto, viene ribadita dalla funzione che il Dr.Adder svolge nell'interfaccia; la sua attività, dà forma ai desideri ed agli incubi, ormai coincidenti in un'unica pulsione libidinosa in ogni strato sociale. Il corpo rimodellato grazie alla chirurgia, è dotato di nuovi attributi e rimesso in circolazione. Mutilazioni, innesti protesici , tatuaggi, piercing, perforazioni, tutto diviene un'idea di corpo pronta ad assumere un'identità sociale non predeterminata. Jeter restituisce prevalenza al potere generante del desiderio, facendolo apparire eversivo, poiché nasce da una insicurezza anche istituzionale che si contrappone all'ipocrisia delle convenzioni sociali e che ristabilisce nelle differenze, portate ai loro massimi estremi, nuovi termini per una dialettica sociale. Nulla è più uguale a se stesso, nulla ha senso prevalente. E'evidente l'influenza del surrealismo pittorico soprattutto nelle sequenze finali con la comparsa della bambola che nei progetti dei suoi costruttori dovrà essere sostitutiva delle prostitute mutilate e modificate. Chiude il romanzo una postfazione di Philip Dick che aveva con estremo interesse letto il manoscritto già nel '72.

Questo libro pubblicato in Italia solo nel '95 per Fanucci Editore, sta conoscendo anche da noi un meritato, pur se tardivo, interesse. Da segnalare inoltre la recente pubblicazione (gennaio 2000) sempre per i tipi della Fanucci, di "Noir" l'ultima fatica letteraria di Jeter.