| Vittorio Baccelli |
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L'immacolata concezione
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Non mancare di dire al revolver: Molto piacere ma mi sembra di averla già incontrata da qualche parte. Scritto da André Breton e Paul Eluard, "L'immacolata concezione" è stato definito da numerosi critici un classico del surrealismo e della poesia rivoluzionaria, il manifesto della rivolta assoluta. Questo classico della nostra letteratura europea ha seguito però il fatale destino dei capolavori proibiti, vale a dire di essere conosciuto da tutti ma di non esser stato letto integralmente da nessuno (o quasi). Uscito nel '30 a Parigi per i tipi di un piccolo libraio editore (Librairie José Corti), scritto a quattro mani da due poeti d'eccezionale statura stilistica e rivoluzionaria, Breton ed Eluard, questo libro canta la rivolta assoluta contro ogni morale, ogni costrizione, ogni mortifero bisogno d'ordine. Una proliferazione verbale che stimola la più genuina fantasia esaltando la poesia pura ed i valori umani dell'erotismo, dell'eccesso, della devianza, della deriva, dell'imprevisto, del desiderio di vivere contro ogni imperativo codificato che destina le sue vittime all'avvilente sopravvivenza. In questo momento in cui i valori delle avanguardie cosiddette storiche sono assimilati alla paccottiglia della civiltà globale dello spettacolo, è bene rimeditare criticamente questa irripetibile avventura della sovversione creativa che ha osato sognare l'impossibile. Il testo presente in italiano, ma frammentato, in varie antologie sul surrealismo, è ancora reperibile in forma integrale per i tipi dell'Arcana Editrice, nell'edizione del 1979. Questa pubblicazione economica è presente nelle maggiori biblioteche, e con un po' di fortuna può essere recuperata nelle librerie specializzate. |
| 06/02/2001 |