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Il titolo di questo volume di William Burroughs edito in Italia nel
1970 dalla SugarCo, è stato suggerito da Jack Kerouac e significa
esattamente quello che dicono le sue parole - il pasto è nudo - un
attimo raggelato in cui ogni lettore vede quello che c'è in cima ad
ogni forchetta. Il pasto nudo è stato per anni il libro segreto della
beat generation, alcuni brani dell'opera che dovevano apparire su
"The Chicago Reviev" furono la causa della chiusura della rivista
da parte dell'Università di Chicago che la finanziava. I medesimi
brani furono pubblicati su "Big table" portando al sequestro del periodico.
La critica americana, dopo la prima uscita riconobbe subito il gran
valore di questo libro, che per la novità dello stile e la forza cruda
del linguaggio divenne un classico moderno ed i paragoni al nuovo
Inferno dantesco si sprecarono. L'Esquire lo definì un libro di gran
bellezza, di gran difficoltà e di un'intuizione squisitamente folle.
Altri affermarono che se ci sarà un ventunesimo secolo, questo è uno
dei pochissimi lavori ai quali gli storici si potranno rivolgere per
comprendere, sia da un punto di vista immaginativo che intellettuale,
la fase storica della condizione umana che stiamo attraversando. Ed
oggi infatti, nel XXI secolo, la rilettura di questo libro ancora
ci affascina e lo troviamo preveggente di molte delle situazioni paradossali
che si sono svolte sotto i nostri occhi. Il cibo avariato che la storia
ha ingoiato in passato ha generato i mostri che passeggiano nella
nostra realtà. Anche la letteratura è mutata, e questo testo ha contribuito
affinché ciò accadesse.
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