Esther Ciulla
Ricordando Ignazio Butitta


Nessun argomento risulterebbe abbastanza esauriente parlando di Ignazio Buttitta, poeta siciliano nato a Bagheria il 19 settembre del 1899 e morto il 5 aprile del 1997. E' immanente in tutta la produzione poetica di Buttitta l'attenta indagine sull'umanità dei deboli, il coinvolgimento passionale al dolore e alla disperazione dei suoi personaggi in gran parte realmente esistiti( vedi "Lamentu pi la morti di Turiddu Carnevale") Sentì per tutta la vita la necessità della riparazione alle ingiustizie che lievitarono attorno al travaglio sociale della sua terra, fu animato da un interesse umano e sociale talmente profondo da travalicare anche l'impegno del poeta. Dalle sue opere traspare un'immensa passione civile,una passione inarginabile come irrefrenabile era la smania nell'attesa che in politica accadesse qualcosa che permettesse l'avvento delle categorie più emarginate per il riscatto della Sicilia,della sua terra mai idilliacamente vista e vissuta dal poeta,ma come fattrice di popolazioni derelitte. Sicuramente considerò l'arte un obiettivo rendiconto sulla verità della vita umana della quale scandagliò gli aspetti più umili nella cui primordiale essenza germinano le leggi fondamentali della vita. Fu sempre grande assertore dell'importanza della storia e guardò sempre poco ottimisticamente il progresso in tutte le sue evoluzioni. Per Buttitta la memoria storica di un popolo rappresentava la scialuppa di salvataggio nella tempesta dell'imbarbarimento della civiltà. Fu uomo e poeta di generosa sincerità, uomo di alta e severa moralità, mai rassegnato all'amara sorte della sua terra e della sua gente.