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Snow Crah di Neal Stephenson Corrispondenza di Enzo Michelangeli
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| Snow Crash e' interessante per lo scenario sociologico: dissoluzione degli stati-nazione e loro sostituzione con un sistema di franchigie, territorialmente distribuite e controllate da enti privati. E' un modello che e' stato discusso per anni nel cosiddetto movimento
cypherpunk, da non confondere col piu' comune cyberpunk (alla Gibson). Cypherpunk nasce in Silicon Valley e nella Bay Area attorno a San Francisco una decina d'anni fa, per iniziativa di personaggi attivi nel mondo hi-tech come Tim May (ex dipendente Intel, che scopri' per primo che i soft errors nelle RAM erano dovute a particelle alfa emesse da componenti radioattive della ceramica, piuttosto che da raggi cosmici come credevano tutti); John Gilmore, ex dipendente Sun (fu in quinto assunto) e co-fondatore di EFF (Electronic Frontier Foundation) assieme a John Perry Barlow (ex-compositore dei Grateful Dead) e Mitch Kapor (ex-fondatore di Lotus); Vince Cate, softwarista che ora vive e lavora nei Caraibi (in Anguilla, dove l'ho incontrato l'anno scorso all conferenza di crittografia finanziaria); e parecchi altri. I Cypherpunk riconoscono come basi teoriche l'anarco-capitalismo di David Friedman (figlio del nobel Milton Friedman) e, prima di lui, il liberismo economico di von Hayek (nobel per l'economia nel 1974) e von Mises, e lo "stato ultraminimo" di Nozick, e teorizzano l'uso di tecniche crittografiche non solo per proteggere la privacy, ma anche per svincolare la politica monetaria dal controllo statale attraverso l'emissione privata di "electronic cash", basata sulla reputazione dell'ente emittente (un po' come le obbligazioni private rispetto ai titoli di stato) e utilizzabile via internet per transazioni anonime (contrariamente a quelle con carta di credito) e percio' non tassabili. (L'idea delle valute private viene direttamente da Hayek, che nel 1976 pubblico' un saggio intitolato "Denazionalizzazione del denaro: un'analisi di teoria e pratica di valute in concorrenza"). In Snow Crash, i "buoni" sono raggruppati attorno allo stato-franchigia Super Hong Kong (nell'originale, "Greater Hong Kong") di proprieta' di un tal Mr. Lee, e un abbastanza simpatico "zio Enzo" (giuro, io non c'entro!) capo di una "Cosa Nostra, Inc." specializzatasi nella distribuzione della pizza; mentre i "cattivi" includono un berlusconesco monopolista dei media L. Bob Rife, un gruppo razzista neo-sudafricano, un terrorista eschimese, e il Reverendo Wayne della "Chiesa di Gesu' ed Elvis" - senza dimenticare i "Feds", rimasugli vetero-statalisti di FBI e affini che cercano di continuare la loro tradizione di oppressione dei diritti individuali in un mondo ormai cambiato. A parte cio', e' interessante la sotto-storia del mito sumerico del nam-shub di Enki, che Stephenson ha in realta' preso da un libro pubblicato da un tal Julian Jaynes: "L'origine dell'autocoscienza nella rottura dell mente bicamerale" ( http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0618057072/ ) in cui si nota come il concettio di "io" in letteratura sia nato circa 3000 anni fa, e si ipotizza che abbia coinciso con un salto qualitativo nell'autocoscienza causato da mutamenti nella struttura linguistica. Un eco dello stesso mito e' rimasto nella storia biblica di Babele. Enzo Michelangeli
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