Domenico Fischietti
il compositore napoletano preferito a Leopold Mozart.

di Stelvio Mestrovich.

L'Imperatrice Maria Teresa non amava i musicisti. Più volte li definì 'persone inutili', palesando la sua totale disistima nei confronti di quella categoria. Non si salvarono neppure i Mozart, tacciando il 'divin fanciullo' inadatto alla vita stanziale di Corte e bollandone il padre quale abbindolatore e imbroglione. Fallito il tentativo di assumere il giovane Wolfgang in qualità di Kapellmeister da parte del diciassettenne neo governatore della Lombardia, l'Arciduca Ferdinando, che tutto sommato nutriva una grande benevolenza per il sorprendente salisburghese, ma che fu tagliato fuori dalla risposta dura della augusta genitrice, padre e figlio se ne tornarono in patria con le pive nel sacco. Nel 1771 moriva il vecchio arcivescovo Sigmund von Schrattenbach e la sede vescovile fu occupata da Hieronymus Sigmund von Paula, conte di Colloredo, un sovrano incline al dispotismo illuminato e poco amato dai salisburghesi. Resosi vacante il posto di Maestro di Cappella, Leopold Mozart ritenne che quell'ambita carica spettasse a lui de jure, de facto invece fu assegnata all'italiano Domenico Fischietti, stabilitosi a Salisburgo dal 1772, dapprima come vice-maestro di cappella, poi, dal 1778, come titolare. Un altro smacco per i Mozart. Un altro riconoscimento per la musica italiana.
Anche Domenico era figlio d' arte. Suo padre, Giovanni, nato a Napoli nel 1692, studiò al Conservatorio di S. Maria di Loreto, svolgendo poi l' incarico di supplente di Francesco Mancini, al quale sperò di succedere, essendo stato colpito quest'ultimo da apoplessia nel 1735, speranza troncata bruscamente, perché l'incarico fu affidato a Nicolò Porpora. Di Domenico rimangono le opere buffe 'La somiglianza' , 'Il finto fratello' , 'La tresca' , 'Il baron della Trocciola' .
La bibliografia intorno a Domenico Fischietti si riduce, salvo una pennellata veloce di Andrea Della Corte in 'L' opera comica italiana nel '700', allo studio 'Domenico Fischietti als Buffo Komponist in Dresden' (1919-1920) del noto musicologo tedesco Richard Englaender, che occupò, nel 1952, la cattedra di musicologia all'Università di Aarhus in Danimarca.
Ben poca cosa. Le sue opere non sono state più rappresentate. La sua musica sacra, le cantate, le serenate, l'intermezzo in due parti a 2 voci - 17581 - 'L' uccellatrice', l'oratorio 'La morte d' Abel', autentici capolavori, finiti nel nulla.
Domenico nacque a Napoli nel 1720 e morì a Salisburgo nel 1810. Fu allievo di Feo e Durante al Conservatorio di S. Onofrio a Napoli. Trasferitosi a Venezia nel 1755, iniziò una proficua collaborazione con Carlo Goldoni, che gli fornì alcuni libretti di opere buffe. Citiamoli : 'La ritornata di Londra' , 'La fiera di Sinigaglia' , 'La donna di governo'. Del Metastasio sono invece 'Semiramide' e 'Nitteti' quest'ultima rimusicata a Napoli nel 1775. Il librettista e compositore Luigi Bernardo Salvoni (Parma 1723 - ivi, 1788) scrisse per lui il dramma Antaserse, rappresentato al Teatro Ducale di Piacenza nel 1754.
Come ben scrisse Marija Kuntaric, intorno al 1660 un'opera italiana venne rappresentata per la prima volta a Lubiana e per questo tramite l'influenza totale del Barocco penetrò anche in altri centri sloveni. Nel secolo XVIII poi, alcune compagnie operistiche italiane visitarono la Slovenia, tra le quali quelle di Mingotti e di Giuseppe Bustelli, dandovi rappresentazioni presso la Corte principesca di Auersperg, nonché in sedi provinciali, la cui frequenza testimonia il favore incontrato dal dramma italiano in musica. Ebbene, della compagnia teatrale girovaga dell'impresario Giuseppe Bustelli fece parte pure Domenico Fischietti, fino a quando, nel 1766, ottenne la direzione della Cappella di Corte a Dresda.
Da ricerche effettuate presso la Biblioteca Nazionale Austriaca risultano altre due opere di Fischietti : 'Talestri, regina delle Amazzoni' 1773 Salzburg (Musica perduta), testo di Maria von Sachsen. 'Gli Orti Esperidi' 22.4.1775 Salzburg (UA?), testo di Pietro Metastasio. Due atti.
'Il mercato di Malmantile', dramma giocoso di Domenico Fischietti, è bene sottolinearlo, grazie all' impresario Pasquale Bondini, aprì il Teatro di Lugo, appena coperto per recite in musica. Oggi si chiama Teatro Rossini e non è venuto mai meno l'amore per la musica in quella terra, se è vero quello che si narra, e che cioè Benedetto Marcello, nel 1720, riportava che la madre di una virtuosa amava divulgare che la figlia avesse cantato a Lugo, dov'as'fa qui gran uperun.
Ma Domenico Fischietti, come tutti i grandi 'dimenticati' del '700 , non fu solo un valido operista. Compose eccellente musica sacra. Note di struggente bellezza, che pochi hanno sentito, e che oggi giacciono impietosamente coperte da strati di polvere nei vari archivi e biblioteche musicali di Dresda, Vienna, Napoli e Salisburgo.

Riuscirà il Tempo a svelare tutto e a portarlo alla luce ? Veritatem dies aperit. E che Seneca abbia ragione.





Stelvio Mestrovich
Lucca, gennaio 2001