Antonio Salieri.
Difendo il compositore, il genio, il galantuomo Salieri.

 
Di Stelvio Mestrovich


La sua musica non ha bisogno di commenti. E' semplicemente divina. Troppi ne sono stati fatti impropriamente e quasi tutti condizionati da una feroce quanto illogica iconoclastìa nei confronti non del musicista, bensì del contemporaneo e geloso (a detta dei saputelli. Ma quando mai?) rivale del grande Salisburghese.
Invidioso Salieri non lo fu mai! Chi aveva fornito una così ricca esperienza musicale a calibri quali Beethoven, Cimarosa, Spontini, Paisiello, non poteva esserlo: rispettoso questo sì, e di ciò lo spavaldo Mozart ebbe di che imparare. Se vi furono scorrettezze tra i due, a rimetterci fu senza dubbio il Maestro italiano. Ce ne dà atto il suo maggiore biografo Ignaz Franz Edler von Mosel, il quale scrisse nel 1827 un libro intitolato 'Ueber das Leben und die Werke des Anton Salieri, k.k. Hofkapellmeisters 'in cui, oltre a demolire l'infamante accusa dell'avvelenamento, descrive con bonomia i tratti di un personaggio che, pur movendosi in una difficile Vienna fine '700, non infastidisce ma è infastidito. Non va scordato ch'egli fu il numero uno della musica viennese per oltre dieci lustri e che compose tredici opere serie, tra le quali 'Les Danaides' 'Les Horaces' 'Axur Re d'Ormus' 'Sappho'; oltre 30 opere buffe e come non citare 'La secchia rapita' 'La scuola de' gelosi' 'La grotta di Trofonio' 'La locandiera' 'Le donne letterate' 'Il ricco d'un giorno', autentici capolavori; cinque oratori, una decina di cantate, una composta con la collaborazione di Wolfgang Mozart (K.477 a) la Cantata per la recuperata salute di Ofelia; tre sinfonie, ouvertures, marce, serenate, un concerto per flauto e oboe (1774), uno per organo (1775), due concerti per pianoforte (1778). Senza considerare, inoltre, la musica da camera, quella vocale, le liriche, le sei messe, le 26 variazioni sul tema 'La follìa di Spagna' (1815) , riproposte recentemente in un CD da quel fine Maestro che è Pietro Spada; l'Opera 'L'Europa riconosciuta' che inaugurò 223 anni fa (esattamente il 3 agosto 1778) il Teatro Alla Scala di Milano ; il 'Requiem' di una intensa bellezza che niente ha da invidiare (semmai il contrario!) al K 626 di Mozart. Infine, le due opere didattiche: Il libro di partimenti di varia specie per profitto della gioventù e Scuola di canto in versi e i versi in musica a 4 voci. Sufficit?
Antonio Salieri nacque il 18 agosto 1750 a Legnago ( Verona ), un centro agricolo sull'Adige che, in epoca risorgimentale, divenne una delle piazzeforti del Quadrilatero austriaco, in una casa di cui è rimasto solo l'arco della porta, oggi incorporato nel Museo Fioroni, dedicato in parte alla memoria del Maestro, e sapientemente condotto da anni dal mio amico, il Maestro Alberto Bologna.
Della fanciullezza sappiamo poco e di questo von Mosel ha le sue colpe. Un aneddoto, però, è giunto sino a noi. Quello di Antonio bambino, alle prime armi con la musica, che critica un organista molto conosciuto (forse il Simoni), al che, redarguito dal padre, risponde che lui avrebbe suonato con maggiore solennità. Il padre di Antonio, un commerciante, si era sposato due volte. Dal primo matrimonio, i Salieri venivano da Angiari, quello con Elisabetta, erano nati Giulia (1724) e Francesco Antonio (1737), mentre dal secondo con Anna Maria vennero al mondo altri nove figli. Musicista di un certo peso fu Francesco, il quale fu allievo di Giuseppe Tartini. Preso sotto la protezione della famiglia Mocenigo, Antonio Salieri, allora quindicenne, si trasferì a Venezia, nel palazzo di proprietà della nobile Casata. In quel tempo, solo Napoli faceva concorrenza a Venezia per il primato di Musikstadt, città musicale, in Italia. L'incontro con il Maestro di Cappella Florian Leopold Gassman, concertato da Fernando Pacini (maestro di canto e pure lui ospite in Casa Mocenigo) fu determinante per il giovane legnaghese. Gassman era un compositore boemo, nativo di Brux, e già celebre autore di sinfonie, messe ed opere.
Egli condusse il giovane Antonio a Vienna, gli insegnò contrappunto e composizione, nonché il tedesco, il latino e il francese, ma soprattutto lo introdusse a Corte e lo amò fino alla morte come un figlio.
Il primo successo di Salieri fu l'opera buffa 'Le donne letterate' . Il libretto era stato scritto da Gastone Boccherini (fratello di Luigi, ballerino di Corte, poeta di teatro, violinista, istrione, supervisore degli allestimenti operistici al Burgtheater) aiutato in questo da Calzabigi, per Gassman, ma fu proprio il poeta livornese Calzabigi che - ricordiamolo - attuò con Gluck la riforma del melodramma con l'Orfeo ed Euridice, a consigliare il librettista principiante di affidarla a Salieri. La Compagnia dell'Opera Italiana rappresentò l'opera al Burgtheater e fu un trionfo.
Ne seguirono altri che lo portarono prestissimo alla carica di Maestro di Corte dell'Imperatore Giuseppe II, di cui fu pure insegnante, essendo il Sovrano amante della musica. Tradizione che continuò anche sotto Leopoldo II. Non si contano i riconoscimenti : il Cavalierato della Legion d'Onore, la decorazione con la Civil-Ehrenmedaille d'oro, la nomina a membro dell'Académie Royale des Beaux Arts, fu socio di innumerevoli istituzioni musicali francesi e tedesche. Contribuì alla fondazione del Conservatorio di Vienna.
Il matrimonio con Teresa Helferstorfer seguì il 10 ottobre 1774; testimoni furono il signor Hoffmann e il dottor Leopoldus Auenbrugger. L'unione, a dispetto di qualche chiacchiera successiva, fu felice, allietata da otto figli - altro che voto di castità come stupidamente 'propagandato' dal film Amadeus di Milos Forman! - Salieri andò ad abitare nella casa della moglie sulla Seilergasse, oggi Gottweihergasse n. 1 nel 1° Distretto di Vienna, dove rimase tutta la vita. Grazie allo scrivente, oggi una lapide lo ricorda. E' stata posta lo scorso anno (9 maggio) alle ore 11 e scoperta dal Dott. Peter Marboe, Consigliere Municipale degli affari culturali, e dal Dottor Richard Schmitz, Presidente del 1° distretto.
Ma torniamo al duetto Mozart-Salieri. Il legnaghese encomiò ogni opera di Mozart. Non fischiò il Don Giovanni, ebbe parole di lode per il Flauto Magico. Fece altrettanto il 'divin fanciullo' per le opere di Salieri? NO.
Di Puskin, mi rifiuto di commentare alcunché. Dico soltanto che è vergognoso che uno scrittore di tale fama abbia potuto in maniera così infamante - anche se incalzato dal nazionalismo austro-tedesco - strumentalizzare una menzogna, gettando per secula discredito su un onest'uomo (Salieri) che, unico tra i musicisti di allora (e non erano pochi), seguì il feretro di Mozart e che, dopo alcuni anni, su insistenza della vedova, impartì lezioni di musica al figlio. Strano comportamento per un omicida! Lui, ricco, arrivato, stimato. Mozart, pieno di debiti, la sua musica (allora) poco eseguita.
Povero Puskin!
E pensare che morì ucciso in duello per difendere l'onore della moglie.
Sì, dopo avere sputtanato quello di Salieri ...
A Vienna, sulla tomba del Maestro di Legnago, è incisa una epigrafe, sgorgata dalla mente e dal cuore di Joseph Weigl, suo allievo e successore nella direzione dell'Opera. Essa dice :

Riposa in pace. Libero dalla polvere
Per te fiorirà l'eternità.
Riposa in pace. In eterne armonie
Si è ormai trasfuso il tuo spirito.
Esso si espresse con magiche note
Ora si libra in eterne bellezze.



Stelvio Mestrovich
Febbraio 2001