Nicolas Sacchi

 

Raccogli quei fiori

Temi te stesso

Uomo

 

Raccogli quei fiori

 

Raccogli quei fiori
che ti hanno spezzato.
Cammini ancora sul greto
d'un fiume che butta
su se stesso acqua
mal sana.
Accogli l'idea:
quell'aratro ha reciso
il tuo amore.
Spargi ancora sementi
ma sbagli se torni
a farlo nello stesso luogo.
[x me]

Despota, ti odio!
ma non posso fare
a meno di amarti.
Forza, comanda le mie
mani ed il mio
cuore.
Avrai soltanto un beneficio mortale.
Mortale come scoprirò d'essere poi.
[x me]

La spuma cresce le mie pupille cercano luce la testa gira un rumore sordo mi colpisce alla nuca La spuma esce mischiata a viscidume dal mio stomaco serro il respiro mi sento soffocare nelle viscere Cado a terra le mie membra si raggomitalano su loro stesse come ragni stuzzicati da tizzoni ardenti Non capisco più nulla forse sto morendo grido il nome di mia madre e non lo sento sarà in me o non riesco più a sentire? Giunge una sirena vedo ondeggiare come un lieve strato d'acqua il marmo e dopo il buio.
Quanto può far male una parola
[x me]

Una parola non detta
un gioco di incomprensioni
perverso che preludeva solo
al distacco.
1000 kilometri e +
che dolce non averti vicino!
[x non mi ha capito subito]

Il mio orologio scandiva il tempo
Il mio cuore scandiva il mio amore
Il nostro respiro congiunto la nostra passione.
Ora innanzi e nudi dei nostri segreti al freddo d'una
notte d'ottobre
rimbalziamo parole ricche di rimorso e di affetto
ma la più brutta non fu mai detta: addio
Ora so cosa troverò
riunendo le stelle.
Il tuo nome forse.
[x chi è la intende non come me]

PRIMO GIORNO
"temo che lui non mi amerà più"
"temo che lei ora non si ricordi più del suo amore"
SECONDO GIORNO
"che bello se ora fosse qui..."
"chissà se mi pensa..."
TERZO GIORNO
"se dovessi perderla non saprei come fare"
"se lo perdo mi struggerei l'animo!"
QUARTO GIORNO
"non capisco perché non riesco a fermare la mancanza"
"questa canzone...il suo profumo....i suoi occhi su questa foto.....mi manca!"
ULTIMO GIORNO
"penso veramente che le dovrei dire...."
"...ti amo !"
[x 2 che neppure Dio separerà]

Guarda quel fiore
Là che fa capolino dalla cenere
Che bello vero?
Tu credi nell'amore?
Lo so non c'entra...
Però guardalo: i suoi petali fini umidi di rugiada
E' vero! sembra stia versando lacrime.
Che tenero e flebile essere
Nato nella cenere
Anche a me verrebbe voglia di accudirlo
Immagina a come doveva essere rigoglioso il campo prima dell'incendio
Ora è cresciuto da solo nutrendosi di mera disperazione
Ora è stanco di rifiuti
Vuole vivere
Che gioia vederglielo fare.
[x chi soffre per me]

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Temi te stesso

 

 

temi te stesso quando non
trovi a chi affidare il grave
affanno che Cupido ti ha
affidato.
Possiedi, soldato di Venere,
di miele colpi che non riesci
a sparare e t'accorgi d'essere
allergico alla stessa polvere
da sparo

 

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Uomo

 

 

Uomo, nella tua naturale ignoranza non capisci
d'essere concupiscibile al fato, adepto alla volontà
degli eventi.
Non sai che non sarai felice, non sei fatto per
esserlo.
Ti spaventa la gioia, cerchi nelle cose più
banali d'immergere i tuoi sentimenti quasi con un gesto
di autolesionismo.
Uomo, povera creatura del mondo, gioisci per un guadagno che perderai,
ridi per un amore che appassirà e non rinascerà.
Come puoi pretendere l' Eden se non ti capaciti della realtà
alla quale ti attacchi come un bambino al seno materno, da cui estrapoli
quell'invisibile nettare del riso e della gioia.
Uomo, fatti furbo, controlla il grande orologio e scoprirai che è tempo di buttare
già quello a cui tieni; ormai una canzone che ti rallegra è già agli applausi,
un film che ti solleva già è una trama da raccontare e la vita che senti tua, uomo, finisce.
La gioia è mortale, come te, può durare un nonnulla ma non ti illudere
il sole può essere velato ma c'è sempre.

Rinfrango su di una lacrima l'immagine del nostro volerci bene.
All'ombra d'una casa stringi gli occhi in un sorriso che a posteriori
ci ripossa dare delle emozioni.
Le aspetto.
Sono qui.
Le percepisco.
Ma non siamo più lì.
La foto ha catturato la nostra passione, il tempo ha indebolito il nostro cuore.
Con tutto in mano ricordo i momenti passati e presenti per sentirti vicina credendo ancora
che l'ultima fuggiasca di Ilio non scappi pure da me.
Forse fu lei a portarmi a questo delirio di parole;
forse non ti amo più;
forse non sai più farlo anche tu.

La mia mano ha conosciuto tutto
Ha mescolato la gialla paglia che così ben portavi
Ha intinto le sue dita nel celesta rivolo dei tuoi occhi
Ha accarezzato due stupende macchie di sole al tramonto sulle tue gote
Ha levigato il collo tanto amato
Ha cinto quella vita dalla pelle morbida
La mia mano dice di aver conosciuto tutto. Ma non è vero
Ha scordato di tenere in pugno il tuo fragile cuore.

Come sei bella così assorta
Chissà cosa pensi?
Di certo non più a me
Io però ricordo bene
troppo fresco è il sapore dolce della tua candida pelle
ricordi piccola lacrima?
Vissi ore da ape volando alla ricerca del profumo più inebriante
e trovai te più e più volte
E subito riempivo i polmoni della tua fragranza
Sei così bella piccola lacrima
peccato non rimembrare, peccato non perdonare.
Ora che avrei bisogno che mi rigenerasse con la sua freschezza, ne
conosco solo il sale.
Brucia molto piccola lacrima.Mi brucia il tuo sale.
Mi rimane solo una cosa da fare, e di questo dopo tanto tempo amore non ti meravigliare:
ti voglio ancora sognare!
Come sei bella quando non mi pensi
come sei bella,
lacrima.

Gli occhi sudano per il calore
nella mia testa e nel mio cuore
Rivoli di sale lasciano traccia
del dolore pesato sul mio volto
Il sangue acqua diventa senza
il tuo ossigeno.
Ho creduto quel sorriso essere mio
l'ho creduto davvero
Ma da felice che tu sei ora
altro il mio cuore non prova
se non male capendo la sua sorte
parallela alla tua per sempre.

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