Fazio degli Uberti


Oh lasso me!, quanto forte divaria

Oh lasso me!, quanto forte divaria1
Como da Milano in tutte l'overe.
Là è bel tempo e qui pur sento piovere;
là si è sana e qui è inferma l'aria;

là è prudenzia e qui tutta contraria;
là è ricchezza e qui le genti povere;
là si pò ire e qui non si pò movere
per li gran poggi e laghi che la svaria2;

là si son donne delicate e morbide,
vezzose nel parlar, più vaghe e tenere
che qual par figlia e qual soror di Venere;

e qua son vizze, magre, secche e torbide,
col gavon3 grosso e con la buccia rancica:
ortica pare a chi lor carne brancica.



(1)divaria: è differente
(2)la svaria: rendono difficile da percorrere
(3)gavon: gozzo