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tante lance cader sopra la resta1, e' si sentia tante urle e cose strane, che si poteva il mar dire in tempesta. Tutto il dì tempellòron le campane, senza saper chi suoni a morto o festa; sempre tuon sordi con baleni a secco, e per le selve rimbombar poi Ecco. E' si sentiva in terra e in aria zuffa, perché Astarotte, non ti dico come, e Farfarello2 ognun l'anime ciuffa: e n'avean sempre un mazzo per le chiome, e facean pur la più strana baruffa, e spesso fu d'alcun sentito il nome: - Lascia a me il tale! a Belzebù lo porto. - L'altro diceva: - È Marsilio ancor morto? - E' ci farà stentar prima che muoia. Non gli ha Rinaldo ancor forbito il muso, chè noi portiam giù l'anima e le cuoia. - O ciel, tu par questa volta confuso! O battaglia crudel, qual Roma o Troia! Questa è certo più là che al mondano uso. Il sol pareva di fuoco sanguigno, e così l'aire d'un color maligno. Credo ch'egli era più bello a vedere certo gli abissi il dì, che Roncisvalle: ch'e' saracin cadevon come pere, e Squarciaferro gli portava a balle; tanto che tutte le infernal bufere occupan questi, ogni roccia, ogni calle e le bolge e gli spaldi e le meschite, e tutta in festa è la città di Dite. Lucifero avea aperte tante bocche, che pareva quel giorno i corbacchini alla imbeccata, e trangugiava a ciocche l'anime, che piovean, de' saracini (che par che neve monachina fiocche), come cade la manna a' pesciolini: non domandar se raccoglieva i bioccoli, e se ne fece gozzi d'anitroccoli! E' si faceva tante chiarentane3, che ciò ch'io dico è, disopra, una zàcchera4: e non dura la festa mademàne, crai e postcrài e postcrìgno e posquàcchera, come spesso alla vigna le Romane; e chi sonava tamburo, e chi nàcchera, baldósa e cicutrénna5 e zufoletti, e tutti affusolati gli scambietti. E Runcisvalle pareva un tegame dove fussi di sangue un gran mortito, di capi e di peducci e d'altro ossame, un certo guazzabuglio ribollito, che pareva d'inferno il bulicàme, che innanzi a Nesso non fusse sparito; e 'l vento par certi sprazzi avviluppi di sangue, in aria, con nodi e con gruppi. E la battaglia era tutta paonazza, sì che il mar Rosso pareva in travaglio. Luigi Pulci, da Morgante - Runcisvalle - (1)resta: ferro sul lato destro dell'armatura (2)Astarotte... Farfarello: i due diavoli che erano entrati nei cavalli di Rinaldo e di Ricciardetto (3)chiarentane: danze (4)zacchera: bazzecola (5)baldosa e cicutrenna: due strumenti musicali |