Lasciavo l'ospedale. Rivestivo
con indolenza il mio giovane corpo.
Con indolenza ne restava fuori
- già nella stanza mi toccava il sole -
come in un guizzo una semplice cosa.
Restavano i malati. Tra questi un ragazzo.
E risaliva ai miei occhi uno sguardo
dolcemente colpevole, turbato
di una speranza viva...