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1888-1966
Moka. Il sonno ruzzola gił dalle scale della stanchezza. Una voglia pazza d'intorno ai nervi, gira, gira, gira. Il desiderio - ginnasta incomparabile - a salti mortali nel cervello. Le idee: mazzi di fiori, grandi, grandi, senza gambo, pigiati nel vaso del cranio. Gli occhi smisurati in ridda dietro profili di cose strane. Benessere. Strappo acuto. Forse vertigine. Subitaneo smarrimento. Ripresa al galoppo, per ogni fibra, dei turbini del caldo eccitante. Infine massaggio di mani di negre bruttissime su tutta la pelle, ilaritą del passaggio leggero di una mammella floscia lungo la schiena Moka. Nero nero.
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