La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: luglio 15, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia anglosassone | Totali visite: 1312 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Samuel Beckett
immaginazione morta immaginate


Da ogni parte non una traccia di vita, voi dite, bah, e con questo, immaginazione mai morta, ma s, appunto, immaginazione morta immaginate. Isole, acque, azzurro, verzura, attenzione, pfff, via tutto, un'eternit, zitti ora. Finch tutta bianca dentro il bianco la rotonda. Non c' entrata, entrate, misurate. Diametro 80 centimetri, stessa distanza dal suolo alla sommit della volta. Due diametri ad angolo retto AB CD dividono in semicerchi ACB BDA il suolo bianco. A terra due corpi bianchi, ciascuno nel suo semicerchio. Bianchi anche la volta e il muro circolare su cui poggia alto 40 centimetri. Uscite, una rotonda disadorna, tutta bianca dentro il bianco, rientrate, picchiate, pieno in ogni punto, suona come nell'immaginazione l'osso suona. Alla luce che fa tanto bianco nessuna sorgente visibile, tutto splende di un bagliore bianco eguale, suolo, muro, volta, corpi, non un'ombra. Calore intenso, superfici calde al tatto, non scottanti per, corpi sudati. Tornate a uscire, indietreggiate, scompare, sorvolate, scompare, tutta bianca dentro il bianco, scendete, tornate a entrare. Vuoto, silenzio, calore, bianco, aspettate, la luce si abbassa, tutto si oscura di conserva, suolo, muro, volta, corpi,20secondi circa, tutti i grigi, la luce si spegne, scompare ogni cosa. Si abbassa al tempo stesso la temperatura, per raggiungere il minimo, zero circa, nell'istante in cui viene il buio, questo pu sembrare strano. Aspettate, pi o meno a lungo, luce e calore ritornano, suolo, muro, volta e corpi imbiancano e si riscaldano di conserva, 20 secondi circa, tutti i grigi, raggiungono il livello di prima, dal quale aveva preso inizio la caduta. Pi o meno a lungo, perch possono intercorrere, l'esperienza l'insegna, tra la fine della caduta e l'inizio della ripresa durate molto diverse, da una frazione di secondo a qualcosa che sarebbe potuto sembrare, in altri tempi e luoghi, un'eternit. Identica osservazione per l'altra pausa, tra la fine del crescendo e l'inizio della caduta. Gli estremi, quel tanto che durano, sono di una stabilit perfetta, questo dal lato calore pu sembrare strano, nei primi tempi. Succede anche, l'esperienza l'insegna, che caduta e crescendo si interrompano, a un livello qualsiasi, e segnino una pausa pi o meno lunga, prima di riprendere, o di invertirsi, l'una in crescendo, l'altro in caduta, con la possibilit a loro volta sia di arrivare in fondo, sia di interrompersi prima, per poi riprendere, o di nuovo rovesciarsi, trascorso un tempo pi o meno lungo, e cos via, prima di arrivare all'uno o all'altro estremo. Attraverso questi alti e bassi, riprese e ricadute, che si susseguono secondo ritmi innumerevoli, non raro che il passaggio si compia, dal bianco al nero e dal caldo al freddo, e viceversa. Solo gli estremi sono stabili, come confermato dalla pulsazione che si manifesta in corrispondenza delle pause a uno stadio intermedio, quali che siano la loro durata e il livello. Fremono allora suolo, muro, volta e corpi, di un grigio bianco o fumo o una via di mezzo a seconda. Ma piuttosto raro, l'esperienza l'insegna, che il passaggio si compia cos. E il pi delle volte, quando la luce comincia a abbassarsi, e con essa il calore, il movimento continua senza scosse fino al buio completo e al grado zero all'incirca, raggiunti simultaneamente l'uno e l'altro in capo a una ventina di secondi. Lo stesso per il movimento contrario, verso il calore e il bianco. Segue in ordine di frequenza la caduta o il crescendo con pausa pi o meno lunga in quei grigi febbricitanti, senza che il movimento venga invertito in alcun istante. Resta che una volta spezzato l'equilibrio, quello in alto come quello in basso, il passaggio al successivo variabile all'infinito. Ma quali che siano le eventualit, il ritorno prima o poi alla quiete temporanea pare immancabile, per il momento, nelle tenebre o nel bianco assoluto, con corrispondente temperatura, mondo ancora alla prova della convulsione incessante. Ritrovato per miracolo dopo quale assenza in deserti perfetti non gi pi lo stesso, da questo punto di vista, eppure non ce n' un altro. All'esterno tutto resta immutato e il piccolo edificio sempre di difficile reperimento, di un bianco che si confonde in quello circostante. Ma entrate ed la quiete pi breve e mai due volte lo stesso tumulto. Luce e calore rimangono collegati come se forniti da una sola e stessa sorgente di cui sempre nessuna traccia. Sempre a terra, piegato in tre, con la testa contro il muro in B, il culo contro il muro in A, i ginocchi contro il muro tra B e C, i piedi contro il muro tra C e A, vale a dire inscritto nel semicerchio ACB, non distinguibile dal suolo se non fosse per la lunga chioma di un bianco incerto, un corpo bianco di donna insomma. Compreso similarmente nell'altro semicerchio, contro il muro la testa in A, il culo in B, i ginocchi tra A e D, i piedi tra D e B, bianco anche lui come il suolo, il compagno. Sul fianco destro tutti e due e in senso contrario schiena a schiena. Accostate uno specchio alle labbra, si appanna. Con la mano sinistra ciascuno si tiene la gamba sinistra un po' al di sotto del ginocchio, con la destra il braccio sinistro un po' pi su del gomito. In quella luce movimentata, con la grande quiete bianca ormai cos rara e breve, l'osservazione difficoltosa. Nonostante lo specchio potrebbero sembrare inanimati senza gli occhi sinistri che a intervalli incalcolabili a un tratto si sgranano e restano spalancati molto oltre le possibilit umane. Azzurro pallido acuto un effetto impressionante, nei primi tempi. Mai i due sguardi insieme salvo una sola volta una decina di secondi, l'inizio dell'uno sovrapponendosi alla fine dell'altro. N grassi n magri n grandi n piccoli, i corpi appaiono integri e abbastanza in buono stato, a giudicare dalle parti esposte allo sguardo. Anche ai volti, per poco che i due versanti si corrispondano, non sembra mancare niente di essenziale. Tra la loro immobilit assoluta e la luce scatenata il contrasto sorprendente, nei primi tempi, per chi si ricorda ancora di essere stato sensibile al contrario. R chiaro tuttavia da mille piccoli segni che sarebbe troppo lungo immaginare, che non stanno dormendo. Fate appena ah soltanto, in quel silenzio, e all'istante stesso per l'occhio di preda l'infimo trasalimento subito represso. Lasciateli l, nel sudore e ghiacciati, c' di meglio altrove. Ma no, la vita finisce e non finisce, non c' niente altrove, impensabile ritrovare quel punto bianco perduto dentro il bianco, vedere se sono rimasti fermi nel culmine di questa bufera, o di una peggiore, o al buio completo davvero, o nel grande bianco immutabile, e che cosa fanno se no.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesia anglosassone più letti

» Richard Feynman UN ATOMO NELLUNIVERSO
» Oscar Wilde E PIENO INVERNO
» Emily Dickinson MI AVVIAI DI BUON ORA...
» Emily Dickinson TOGLIETEMI TUTTO, MA LASCIATEMI LESTASI
» Samuel Beckett CASCANDO
Gli ultimi Poesia anglosassone pubblicati

» Henry Scott Holland La Morte non e niente
» Emily Dickinson MONTAGNE CARE
» Emily Dickinson TOGLIETEMI TUTTO, MA LASCIATEMI LESTASI
» John Milton IL PARADISO PERDUTO
» Emily Dickinson L' Amore
» Emily Dickinson SONO CONSAPEVOLE


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Come un aedo giunto alla sua ultima festa

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3082
Totali visite
9980898
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.