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Pubblicata il: agosto 16, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia anglosassone | Totali visite: 911 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Ritratto di signora

Hai fornicato -
Ma fu in un altro paese,
E oltre tutto la ragazza morta.
L'ebreo di Malta

I
Fra il fumo e la nebbia di un pomeriggio di dicembre
Tu lasci che la scena si accomodi da sola - e cos sembrer -
Con un Ti ho riservato questo pomeriggio;
E quattro ceri nella stanza in ombra,
Quattro cerchi di luce sul soffitto,
Un'atmosfera da tomba di Giulietta
Pronta per tutte le cose da dire, o lasciate non dette.
Noi siamo stati, diciamola, ad ascoltare l'ultimo polacco
Trasmetterci i Preludi coi suoi capelli e le punte delle dita.
Cos intimo, questo Chopin, che penso la sua anima
Dovrebbe farsi risorgere solo fra amici
Non pi di due o tre, che non tocchino il fiore
Gi sgualcito e discusso nelle sale da concerto.
- E cos la conversazione scivola
Fra velleit e rimpianti con cura contenuti
In mezzo a toni lievi di violini
Confusi a remote connette
E comincia.

Tu non lo sai quanto gli amici vogliono dire per me
E quanto raro, quanto raro e strano sia per me trovare
In un a vita fatta di tante avversit e di tanti scopi
(Perch davvero non mi piace... lo sapevi? non sei cieco!
E come sei acuto!)
Poter trovare un amico che abbia queste qualit,
Che abbia, e dia
Le qualit sulle quali l'amicizia vive.
Quanto per me significhi che io te lo ripeta -
Senza queste amicizie - che cauchemar la vita!

Fra le spirali dei violini E le ariette
Di cornette stridule
Nel mio cervello ha inizio un tam tam sordo
Che assurdamente martella un suo preludio.
Capriccioso monotono
Che almeno una decisa nota falsa .
- Andiamo a prendere aria, in un'estasi di tabacco,
Ad ammirare i monumenti,
A discutere gli ultimi avvenimenti,
A rimettere l'orologio con gli orologi pubblici.
Poi a sederci mezz'ora, per bere un bicchiere di birra.


II
Ora che i lill sono in fiore
Lei tiene un vaso di lill nella sua stanza
E ne contorce uno fra le dita, parlando.
Ah, amico mio, tu non lo sai, tu non lo sai
Cos' la vita, tu che la tieni fra le mani ;
(Lentamente torcendo gli steli dei lill)
La lasci scorrere da te. la lasci scorrere,
La giovinezza crudele, non ha alcun rimorso,
Sorride alle situazioni che non pu vedere.
Io sorrido, naturalmente,
E continuo a bere il t.
Eppure, in questi tramonti d'aprile, che in qualche modo richiamano
La mia vita sepolta, e Parigi a primavera,
Mi sento immensamente in pace, e dopo tutto
Trovo che il mondo sia meraviglioso e giovane.

E la voce ritorna simile all'insistente stonatura
Di un violino spezzato in un pomeriggio d'agosto:
lo sono sempre sicura che comprendi
Ogni mio sentimento, sono sempre sicura che lo senti
E che mi tendi la mano oltre l'abisso.

Sei invulnerabile tu, non hai il tallone d'Achille.
Andrai avanti, e quando avrai prevalso
Potrai dire: qui molti hanno fallito.
Ma cosa mai posseggo, amico mio, cosa posseggo
Da poterti donare, e cosa puoi ricevere da me?
Nient'altro che amicizia e simpatia
Da chi sta per raggiungere la fine del viaggio.

Rester qui a sedere, servendo il t agli amici...

Prendo il cappello: come potr vigliaccamente fare ammenda
Per quello che mi ha detto?
Mi vedrete nel parco ogni mattina
A leggere i fumetti e la pagina sportiva.
Noto in particolare
Una contessa inglese che si d alle scene.
Un greco assassinato
Durante un ballo polacco, un reo di peculato
Che ha reso confessione. Mantengo il mio contegno,
E rimango padrone di me
Fino al momento in cui un organetto, meccanico e stanco,
Ripete un vecchio canto estenuato
Con il profumo dei giacinti nel giardino, richiamando
Alla memoria cose che altri hanno desiderato.
Sono sbagliate o giuste queste idee?

III
La notte d'ottobre discende; tornando come prima se si esclude
Quasi un leggero senso di malessere
Salgo le scale e giro la maniglia, ed ho la sensazione
D'esser salito strisciando sulle mani
E sui ginocchi. E cos parti per l'estero; e quando
Pensi di ritornare? Ma una domanda inutile.
Difficilmente saprai quando ritorni,
Troverai molte cose da imparare.
Il mio sorriso cade pesantemente in mezzo al bric--brac.
Forse mi potrai scrivere.
La mia padronanza di me s'accende per un attimo-,
Questo me l'aspettavo per davvero.
Ultimamente me lo chiedevo spesso
(Ma i nostri inizi non sanno mai quale sar la fine!)
Perch non siamo diventati amici.
Mi sento come uno che sorrida, e volgendosi noti all'improvviso
La sua espressione riflessa in uno specchio.
La mia padronanza si spegne; noi siamo veramente al buio.

Perch tutti l'avevano detto, tutti i nostri amici,
Erano tutti sicuri che i nostri sentimenti si accordassero
Cos intimamente! Anche per me difficile capire.
Ora dobbiamo lasciarle al destino queste cose.
In tutti i casi, mi scriverai.
Forse non troppo tardi.
Rester qui a sedere, servendo il t agli amici.
E devo approfittare d'ogni forma mutevole se voglio
Trovare l'espressione... ballare, ballare
Come un orso ballerino,
Strillare come un pappagallo, schiamazzare come una scimmia.
Andiamo a prendere aria, in un'estasi di tabacco -
Bene! E cosa accadrebbe se un pomeriggio morisse,
Un pomeriggio grigio e fumoso, una sera gialla e rosa;

Se lei morisse e mi lasciasse qui seduto con la penna in mano
Con il fumo che scende gi dai tetti;
Pieno di dubbio, per un certo tempo
Senza sapere cosa provo o se comprendo
N se sia saggio o pazzo, in ritardo o in anticipo...
Non avrebbe la meglio, dopo tutto?
Questa musica trova il tono giusto con un morendo
Ora che noi parliamo di morire -
E avrei il diritto di sorridere?


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