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Pubblicata il: agosto 07, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia anglosassone | Totali visite: 816 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Gerontion

(Non sei n giovane n vecchio
Ma come se dormissi dopo pranzo
Sogndo di entrambe queste et)


Eccomi, vecchio in un mese arido,
Mentre un ragazzo mi legge, aspettando la pioggia.
Non fui alle gole infuocate
N combattei nella calda pioggia
N col ginocchio affondato dentro paludi salmastre
Combattei, agitando una daga, e morso dalle mosche.
La mia casa una casa in rovina,
E l'ebreo si rannicchia al davanzale, il padrone,
Generato in qualche taverna d'Anversa,
A Bruxelles pieno di vesciche, a Londra cencioso e spiantato.
La capra a notte tossisce nel campo che sta dietro;
Rocce, muschio, gramigna, ferrivecchi, merde.
La donna tiene la cucina, fa il t,
Di sera sternuta, rovistando nello scolo che sgocciola.
Io un vecchio,
Una testa intronata fra spazi ventosi.

I segni sono presi per miracoli. Vogliamo vedere un segno!
La parola in una parola, incapace di dire una parola,
Fasciata di tenebra. Nell'adolescenza dell'anno
Venne Cristo la tigre
Nel maggio depravato, corniolo e castagno, albero di Giuda
In fiore, per essere mangiato, per essere spartito, per essere bevuto
Fra i bisbigli; da Mr. Silvero
Con mani carezzevoli, che a Limoges
Cammin tutta la notte nella stanza accanto;

Da Hakagawa, che si inchinava fra i Tiziano;
Da Madame de Tornquist, che nella stanza buia
Spostava le candele, da Frulein von Kulp
Che nel salone si volse, una mano alla porta. Spole vuote
Tessono il vento. Io non ho spettri,
Un vecchio in una casa con correnti d'aria
Sotto un gomitolo di vento.

Dopo una tale conoscenza, cos' mai il perdono? Ora penso
Che la storia abbia molti passaggi nascosti, e corridoi tortuosi
E varchi, e che ci inganni con bisbiglianti ambizioni,
E che ci guidi con le vanit. Ora penso che dia
Quando la nostra attenzione distratta,
E che quanto ci d lo dia con turbamenti
Cos lusinghieri che il dato affama ci che si desidera. E ci d
Troppo tardi ci in cui pi non si crede, o se ancora
Ci crediamo, soltanto nel ricordo, come passioni riconsiderate.
E troppo presto d in deboli mani, ci che pensato pu essere
Dispensato, finch il rifiuto propaga la paura. Penso
Che n paura n coraggio ci salvino. I vizi innaturali
Hanno per padre il nostro eroismo. Le virt
Ci sono imposte dai nostri impudenti delitti.
Queste lacrime sono scosse dall'albero che arreca la collera.

La tigre balza nell'anno nuovo. Ci divora. Infine,
Penso che non giungemmo a conclusione, quando m'irrigidii
In una casa d'affitto. Infine,
Penso d'averlo detto per un preciso scopo, e non perch costretto

Dalle blandizie dei demoni che guardano al passato.
Su questo, onestamente ti vorrei rispondere.
Io che ero presso al tuo cuore ne fui scacciato
Perdendo la bellezza nel terrore, il terrore nella ricerca.
Ho perduto la mia passione: perch dovrei conservarla
Se ci che si conserva si contamina?
Ho perduto la vista e l'odorato, l'udito, il gusto e il tatto:
Come li potr usare per esserti pi accanto?

Questi, con mille futili decisioni
Prolungano il profitto del loro gelido delirio,
Eccitano la membrana, quando il senso si raffreddato,
Con salse pungenti, moltiplicano la variet
In una desolazione di specchi. Cosa far il ragno?
Sospender le sue mosse, o induger
Il tonchio? da Bailhache, Fresca, Mrs. Cammel, roteavano
Oltre l'orbita dell'Orsa tremolante
In atomi infranti. Gabbiano controvento, negli stretti ventosi
Di Belle Isle, o rapido sull'Horn,
Piume bianche nella neve, i richiami del Golfo,
E un vecchio sospinto dagli Alsei In un angolo di sonno.

Padroni della casa,
I pensieri di un arido cervello in un'arida stagione.


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