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Pubblicata il: novembre 06, 2013 | Da: Enrico Taddei
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 4685 | Valorazione

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Enrico Taddei

Lascia’a da te,
lancia’a in aria
comunque ti tro’o,
anima anti’a,

ti rammento
ne’ miei pensieri.
Hae te dai-vvivo
‘un è lo istesso.

Hae i lucciconi
pe' te, omo mio,
dianzi mio oramai,
chicco di luce,

sviottoli via da me
dal nidio, fenisci icché
principio fu di ‘asa
e poi sol’ chiasso più:

diaccia’o, amor mio,
da dimorto tempo istesso
modo di durare senza
di te, ‘un si pòle stare.

Aimméno sola
mi metto a solatìo,
‘un ho corpe e consolo
del tempo perdu’o

il sol’ che si sofferma,
mi rammendo le toppe
di me, un fottio di idee
che verranno a galla.



(traduzione)

Lasciata da te,
lanciata in aria
comunque ti trovo,
anima antica,

ti rammento
nei miei pensieri.
Avere te dal vero
non è lo stesso.

Avere le lacrime
per te, uomo mio,
prima mio ormai,
seme di luce,

cammini via da me
dal nido, finisci ciò che
inizio fu di casa
e poi nient’altro che rumore:

ghiacciato, amore mio,
da molto tempo lo stesso
modo di durare senza
di te, non si può stare.

Per lo meno sola
mi metto a solatìo,
non ho colpe e consolo
del tempo perduto

il solo che si sofferma,
mi ricucio le toppe
di me, tante idee
che verranno a galla.


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