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Pubblicata il: settembre 27, 2013 | Da: Enrico Taddei
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 2250 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Enrico Taddei

Riaersi, antihi gesti,
pe la forma antia
sceglieresti i-rritorno,
fin a codesto niente
scorda s distaccao,
assorvere i-vvento:
un resiste, distrugge
pian piano, contro
viottole innae vorta...
La oglia avza,
pe la testa ricucia,
pe le ose perdue
ormai cesserebbe.

Busca unurtimo ritorno
durasti gi omo, volea
dianzi torn in tempo;
un si ple riman pi,
icch-fferma lincisione,
e fruisce i proprio male:
gl troppo tardi ormai?
scrosci di precisione,
pe ridere a i-vvedessi.
La rabbia smorzaa,
pe la sabbia cadua,
glha allontanao di te
la bella proiezione.

Da Praa un ripartiresti,
foglie daacia su lasfarto
noella ora, la fine manchi,
nostargia raccesa di notte,
allurtimo giorno dellanno,
un si muter pi la pelle
ma zolla, impar a memoria
da lare alla un riordanza,
pe la paura e pe i-tterrore
si trasforma, di sono
i riordo dura, ippi
di ridiolo abbaglio
da lontano un fottio.

Pe via di-cch: atavico,
un c verso pe dialetto,
belle pronto sguita ire,
di principiare abbozzi,
ni-mmzzo e ni-vvso
sveglere, un turassi su
ma leassi, sgraffignao
gl sul serio ignudarsi
darcaici arrangiamenti.
Pe filo e pe segno,
pe la strada sterraa,
rzzola in tragedia:
si tira innanzi daltro.


(traduzione)

Riaversi, antichi gesti,
nella forma antica
sceglieresti il ritorno,
fin a questo niente
scorda cos distaccato,
assolvere il vento:
non resiste, distrugge
pian piano, contro
posizioni innate volta...
La voglia abituata,
nella testa ricucita,
per le cose perdute
ormai cesserebbe.

Prendi un ultimo ritorno
duravi gi uomo, voleva
appena tornare in tempo;
potere non pi rimanere,
che ferma lincisione,
e fluisce il proprio male:
troppo tardi ormai?
scorrere di precisione,
ride al riconoscimento.
La rabbia smorzata,
nella sabbia caduta,
ha allontanato di te
la bella proiezione.

Da Praga non ripartiresti,
foglie dacacia sullasfalto
fiaba ormai, la fine manchi,
solitudini riaccese di notte,
allultimo giorno dellanno,
cambier non pi la pelle
ma vita, imparare a memoria
espia lestrema dimenticanza,
per la paura e per il terrore
si trasforma, del suono
il ricordo dura, tutto
del ridicolo abbaglio
era pi lontano.

A causa di questo: atavico,
non c verso per dialetto,
di gi pronto continua ad andare,
di cominciare abbozzi,
nel mezzo e nel viso
tirare fuori, non tarparsi
ma alzarsi, sgraffignato
davvero un ignudarsi
darcaici arrangiamenti.
Per filo e per segno,
per la strada sterrata,
rotolare in tragedia:
si va avanti con altro.


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