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Pubblicata il: settembre 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 9064 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Gabriele Tirabovi

Abruzzo

"VERNACOLA"

COMBA’


Te vate spasse pe la strate
nghe l'ucchie penzose,
nghe la fronde arriccichite
vicchie e care combà.
La camiscia da quattre solde
appiccichite n'dorne a ssi vracce,
musculuse,
piane de sudore.
Quale sarà lu penzà?
Lu varde de lu grane,
passe,
se ne va,
ccuscì li capille nire
piane appiane
devende bijnche.
Curre comba, curre;
na parole,
nu sguarde,
n'azzate de mane,


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Satirelli ricciutelli, satirelli, or chi di voi porgerà più pronto a noi qualche nuovo smisurato sterminato calicione, sarà sempre il mio mignone1; né m'importa, se un tal calice sia d'avorio o sia di salice, o sia d'oro arciricchissimo purché sia molto grandissimo.

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