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Pubblicata il: luglio 28, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 2325 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
ER CAFFETTIERE FISOLOFO

L'ommini de sto monno s l'istesso
Che vaghi de caff ner macinino:
C'uno prima, uno doppo, e un'antro appresso,
Tutti quanti per vanno a un distino.

Spesso muteno sito, e caccia spesso
Er vago grosso er vago piccinino,
E ss'incarzeno tutti in zu l'ingresso
Der ferro che li sfraggne in porverino.

E l'ommini accus viveno ar monno
Misticati pe mano de la sorte
Che sse li gira tutti in tonno in tonno;

E movennose oggnuno, o ppiano, o fforte,
Senza capillo mai caleno a fonno
Pe casc ne la gola de la morte.

Roma, 22 gennaio 1833

IL CAFFETTIERE FILOSOFO
Gli uomini di questo mondo sono come
I grani di caff nel macinino:
Prima uno, uno dopo, un'altro dietro,
Tutti vanno per verso il medesimo destino.

Spesso cambiano luogo, e spesso
Il grano grande scaccia il grano piccolo,
E si incalzano tutti sull'ingresso
Del ferro che li sfrange in polvere.

E gli uomini cos vivono al mondo
Mescolati per mano della sorte,
Che li fa girare tutti in tondo.

E muovendosi ognuno lento o veloce,
Senza mai rendersi conto calano sul fondo
Per cadere nella gola della morte.

Roma, 22 gennaio 1833


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