La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: luglio 15, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 1775 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
ER PRETE

Jeri venne da me don Benedetto
Per famme arinnacci quattro pianete;
E vedenno un rarzo drent'ar letto,
Me disse: "Sposa, qua che ce tienete?"

Io j'arispose che ciavevo er prete
Pe nun stamme a addopr lo scallaletto;
E lui ce part allora: "Eh, si volete,
S pprete io puro": e qua fece l'occhietto.

Capite, er zor pretino d'ottant'anni
Che stommicuccio aveva e che cuscenza
Cor zu' braghiere e co li su' malanni?

Ma ssai che je diss'io? "Sora schifenza,
Che cercate? la freggna che ve scanni?
Io nun faccio peccato e ppinitenza".

IL PRETE
Ieri venne da me don Benedetto
Per farmi rammendare quattro pianete
E vedendo un rialzo nel letto,
Mi chiese: "Signora[1] , qua cosa tenete?"

Io gli risposi che vi tenevo il prete[2]
Per non adoperare lo scaldaletto,
E lui allora cominci: "Eh, se volete,
Son prete anch'io": e qua fece l'occhietto.

Capite, il signor pretino d'ottanta anni
Che stomaco aveva, e che coscenza
Col suo cinto erniario e con i suoi malanni?

Ma sai cosa gli dissi? "Signora schifezza,[3]
Cosa cercate? la vulva che vi uccida?
Io non faccio peccato e penitenza".[4].

Roma, 15 gennaio 1833
[1] L'espressone "sposa" (pronunciata sempre con la "o" chiusa) il termine generico con cui vengono apostrofate le donne sposate (in opposizione a "zitella" = ragazza non sposata).
[2] Il "prete" era uno strumento di legno per mezzo del quale veniva sospeso sotto le coperte del letto un piccolo caldaio; la funzione era la stessa dello scaldaletto tradizionale, costituito da un caldaio con manico.
[3] Epiteto dispregiativo, ovviamente riferito al prete.
[4] Cio il giacere col vecchio prete avrebbe costituito allo stesso tempo un peccato e una penitenza.


Roma, 15 gennaio 1833


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesia dialettale centro Italia più letti

» Trilussa IL TESTAMENTO DI UN ALBERO
» Aldo Fabrizi MAGN E DORM
» Gioacchino Belli A BONA FAMIJA
» Gabriele Tirabovi COMBA
» Gioacchino Belli ER GIORNO DER GIUDIZZIO
Gli ultimi Poesia dialettale centro Italia pubblicati

» La stella della speranza (a Trilussa)
» Trilussa LA STATISTICA
» Trilussa LA STELLA CADENTE
» poesia
» Enrico Taddei - Diaolo me
» Enrico Taddei - Aimmno sola


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Poesia dedicata a chi lotta contro una dipendenza che spesso si rivela pi forte

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6542
Autori registrati
3081
Totali visite
9952468
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.