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Pubblicata il: luglio 21, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 987 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
ER ZAGRIFIZZIO D'ABBRAMO
I

La Bibbia, ch' una spece d'un'istoria,
Dice che ttra la prima e ssiconn'arca
Abbramo vorze f da bon patriarca
N'ojocaustico a Dio sur Montemoria.

Pij dunque un zomaro de la Marca,
Che ssenza comprimenti e ssenza boria,
Stava a pasce er trifojo e la cicoria
Davanti a casa sua come un monarca.

Poi chiam Isacco e disse: "Fa' un fascetto,
Pija er marraccio, carca er zomarello,
Chiama er garzone, infilete er corpetto,

Saluta mamma, cercheme er cappello;
E annamo via, perch Dio benedetto
V un zagrifizzio che nun pi sapello".

Roma, 16 gennaio 1833

TRADUZIONE

IL SACRIFICIO D'ABRAMO
La Bibbia, che una specie di storia,
Dice che tra la prima e la seconda arca[1]
Abramo volle fare da buon patriarca
Un olocausto a Dio sul Monte Moria.[2]

Prese dunque un asino delle Marche,
Il quale senza complimenti e senza boria,
Stava pascendo il trifoglio e la cicoria
Davanti a casa sua, come un monarca.

Poi chiam Isacco e disse: "Fai un fascetto,
Prendi il coltello, carica l'asinello,
Chiama il garzone, infilati il giubbetto,

Saluta mamma, cercami il cappello;
E andiamo via, perch Dio benedetto
Vuole un sacrificio che non ti dato di conoscere".

Roma, 16 gennaio 1833
[1] La prima arca quella di No, riferita al diluvio universale; la seconda l'arca dell'alleanza, di Mos.
[2] Monte presso Gerusalemme.


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