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Pubblicata il: luglio 17, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 1132 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LA PENALE

Li preti, gi sse sa, fanno la caccia
A 'gni sorte de spece de quadrini.
Mo er mi' curato ha messo du' carlini
De murta a chi v d 'na parolaccia.

Tocc a me l'antra sera a la Pilaccia:
Ch giucanno co certi vitturini,
Come me vedde vince un lammertini,
Disse pe ffoja: "Eh buggiar Ssantaccia!"

Er giorn'appresso er prete gi informato,
Mann a ffamme chiam dar chiricone,
E m'intim la pena der peccato.

Sur primo io vorze d le mi' raggione;
Ma ppoi me la sbrigai: "Padre Curato,
Buggiaravve a voi puro: ecco un testone".

Roma, 3 dicembre 1832

TRADUZIONE

A PENALE
I preti, si sa, vanno a caccia
Di soldi ogni sorta e tipo.
Adesso il mio curato ha imposto due carlini[1]
Di multa a chi vuol dire una parolaccia.

Tocc a me l'altra sera, alla Pilaccia[2]
Perch giocando con certi vetturini,
Appena mi vidi vincere una moneta da due paoli[3]
Dissi per ira: "Sia buggerata Santaccia!"[4]

Il giorno seguente il prete gi informato,
Mand a farmi chiamare dal sagrestano,
E mi intim la pena per il peccato.

Sulle prime io volli esporre le mie ragioni;
Ma poi tagliai corto: "Padre Vicario,
Siate buggerato anche voi, ecco un testone".[5]

Roma, 3 dicembre 1832
[1] Equivalenti a 15 baiocchi.
[2] Nome di osteria, con riferimento all'insegna del locale.
[3] Moneta d'argento del valore di 2 paoli coniata dal papa Prospero Lambertini (Benedetto XIV), detta perci comunemente "un lambertini", "un prospero" o "un papetto", equivalente a 10 baiocchi.
[4] "Buggiar..." (sia buggerato, buggerata, buggerati, ecc. nel senso figurato pi osceno) era una comune imprecazione romana. Santaccia, invece, era una nota meretrice che 'lavorava' a Roma.
[5] Moneta equivalente a due volte la multa, cio 4 carlini (3 paoli).


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