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Pubblicata il: luglio 28, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 949 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LA SCERTA

Sta accus. La padrona cor padrone,
Volenno marit la padroncina
Je portonno davanti una matina,
Pe sceje, du' bravissime perzone.

Un de li dua aveva una ventina
D'anni, e du' spalle peggio de Sanzone;
E l'antro lo diceveno un riccone
Ma aveva un po' la testa cennerina.

Subbito er giuvinotto de quer paro
Se fece avanti a d: "Sora Lucia,
Chi volete de noi? parlate chiaro".

"Pe dilla, me piacete voi e lui",
Rispose la zitella; "e ppijera
Er cicio vostro e li quadrini sui".

Roma, 21 novembre 1832

LA SCELTA
And cos. La padrona col padrone,
Volendo maritare la padroncina
Una mattina le portarono davanti
per scegliere, due bravissime persone.

Uno dei due aveva una ventina
D'anni, e due spalle pi larghe di quelle di Sansone;
E dell'altro si diceva fosse un riccone
Ma aveva i capelli un po' grigi.

Subito, dei due, il giovanotto
Si fece avanti dicendo: "Signora Lucia,
Chi di noi volete? parlate chiaro".

"Per dirla, mi piacete voi e lui",
Rispose la ragazza;[1] "e prenderei
L'uccelletto vostro[2] e i quattrini suoi".

Roma, 21 novembre 1832
[1] A Roma tutte le ragazze in et da marito erano definite zitelle, senza la valenza negativa che oggigiorno il termine ha assunto.
[2] Con ovvio riferimento all'organo genitale maschile.


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