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Pubblicata il: luglio 28, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 963 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LI GALOPPINI

Jeri, a la Pulinara, un colleggiale
Doppo fatta una predica in todesco,
Setacci tutt'er popolo in du' sale,
E a la ppi mejo vorze d er rifresco.

In quella fece entracce er Cardinale
Co l'amichi der Micco e ppadron Fiesco;
E nell'antra la gente duzzinale
Che viaggia cor caval de san Francesco.

Pe sta sala che qui de li spedati
Comincionno a ppass li cammorieri
Pieni de sottocoppe de gelati.
Ma che! a la sala delli cavajeri
Un cazzo ciarriv: ch st'affamati
Se sparinno inzinenta li bicchieri.

Roma, 5 febbraio 1832

GLI SCROCCONI[1]
Ieri, a S.Apollinare, un collegiale
Al termine di una predica in tedesco,[2]
Divise tutte le persone in due sale,
E a quelli pi nobili volle offrire un rinfresco.

In una fece entrare il Cardinale
Con gli amici del Micco e padron Fieschi;[3]
E nell'altra la gente dozzinale
Che viaggia col cavallo di S.Francesco.[4]

Per questa sala in cui erano gli appiedati
Cominciarono a passare i camerieri
Pieni di sottocoppe di gelati.

Macch! alla sala dei cavalieri
Non arriv un bel nulla: perch questi affamati
Fecero sparire persino i bicchieri.

Roma, 5 febbraio 1832
[1] La traduzione del titolo dello stesso G.G.Belli, bench il termine "galoppino" sia pi spesso usato per indicare persone che si spostano a piedi per recare messaggi, fare consegne, ecc.
[2] Veramente i sermoni si tenevano in latino ma fra latino o tedesco o qualsiasi altro idioma, per il volgo, non vi era alcuna differenza.
[3] Due noti noleggiatori di carrozze (tipico veicolo delle classi nobili).
[4] Tipica ed ironica espressione romanesca che equivale ad "andare a piedi per necessit od indigenza" (come appunto faceva S.Francesco).


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