La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: luglio 17, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 1517 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LI SPIRITI
III

Tu conoschi la moje de Fichetto:
B, lei giura e spergiura ch'er zu' nonno,
Stanno una notte tra la vej'e 'r zonno,
Se sent ff un zospiro accapalletto.

Arz la testa, e ne sent un siconno.
Allora lui cor fiato ch'ebbe in petto
Strill: "Spirito bono o maledetto,
Di' da parte de Dio; che cerchi ar monno?"

Dice: "Io mill'anni addietro ero Badessa,
E in sto logo che stava er dormitorio
Cor un cetrolo me sfonnai la fessa.

Da' un scudo ar piggionante, a don Libborio,
Pe ffamme li sorcismi e d una messa,
Si me vi libber dar purgatorio".

Roma, 17 novembre 1832

TRADUZIONE

GLI SPIRITI[1]
III
Tu conosci la moglie di Fichetto[2]:
Beh, lei giura che suo nonno,
Una notte nel dormiveglia,
Si sent fare un sospiro a capo del letto.

Alz la testa, e ne sent un secondo.
Allora con quanto fiato aveva in petto
Strill: "Spirito buono o maledetto,
D in nome di Dio; cosa cerchi al mondo?"

Disse: "Mille anni fa ero Badessa,
E in questo luogo dov'era il dormitorio
Mi penetrai con un cetriolo.[3]

Dai uno scudo al pigionante, a don Liborio,
Per farmi gli esorcismi e farmi dire una messa,
Se vuoi liberarmi dal purgatorio".

Roma, 17 novembre 1832


[1] Questo il terzo di cinque sonetti col medesimo titolo, scritti fra il 16 e il 22 novembre.
[2] Fichetto un soprannome.
[3] La traduzione letterale un po' forte: "Mi sfondai la vulva con un cetriolo." (si noti che "cetriolo" anche uno dei mille eufemismi con i quali a Roma si indica l'organo genitale maschile). Di nuovo, un tipico contrasto fra un personaggio religioso, la Badessa, e una pratica decisamente... profana.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesia dialettale centro Italia più letti

» Trilussa IL TESTAMENTO DI UN ALBERO
» Gioacchino Belli A BONA FAMIJA
» Aldo Fabrizi MAGN E DORM
» Gioacchino Belli ER GIORNO DER GIUDIZZIO
» Gabriele Tirabovi COMBA
Gli ultimi Poesia dialettale centro Italia pubblicati

» Enio Orsuni NON E� L�AMORE CHE AFFATICA IL CUORE
» La stella della speranza (a Trilussa)
» Trilussa LA STATISTICA
» Trilussa LA STELLA CADENTE
» poesia
» Enrico Taddei - Diaolo me


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Don Bosco il trascinatore dei giovani sbandati verso il bene

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6763
Autori registrati
3726
Totali visite
15475469
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2020 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e adesso curato da Manuel Pagnani.