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Pubblicata il: luglio 22, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 928 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
La violenza a' la DONNA

Nun poi violent 'na DONNA magari pe' du' ore,
coll'occhi tua felici e i sua ner terrore.
Pe' fa' l'amore ce vo' rispetto, attrazione e sentimento,
ma lei te sta' gridando con forza il suo spavento.

Potresti anna' a mignotte che e' de facile soluzione
oppure risorve er problema con la masturbazione.
Invece tu che cerchi pe' raggiunge l'amplesso?
In giro la tua vittima pe' tenella in tuo possesso.

Ogni vorta che succede me vergogno d'sse nato
er penziero me va a DIO perch lui che c'ha creato
E' la DONNA che doveva pe' prima Lui crea'
sortanto in questo modo se sarebbe potuta sarva'
dall'animale chiamato omo che pensa solo a violent:

cor sesso, cor potere e pure cor penziero
scordannose che ar monno te c'hanno messo loro.
Nove mesi t'ha portato adorandote ner suo grembo
le carezze lei t'ha dato quanno poi te sei fatto bimbo.

Si sbagliavi era tu padre che te prenneva a ceffoni
consolandote tu madre te riempiva de bacioni.
Tutto questo pe' insegnatte te lo dico e so' sicuro
che la donna nun un oggetto ma n'fiore bello e puro,

da odorare e coltivare con sincera tenerezza
profumandoti d'amore e trattare con dolcezza.
Tutto questo l'hai sprecato nonostante l'evidenza
cancellandoje la dignit con ferocia e con violenza.

Malgrado la realt riflettenno pe' n'seconno
poi dettata dall'amore, lei te mette lo stesso ar monno.

Giuseppe Mincuzzi
mincuzzig@virgilio.it
www.mincuzzi.net


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