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Pubblicata il: aprile 30, 2014 | Da: Letizia
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 3792 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Letizia
Nata a Roma il 3.4.1961;laureata in lingue LUMSA;professione:addetta di biblioteca; sposata e madre di due figli.
La stella della speranza
(a Trilussa)

Er sor Trilussa,
che der verso era maestro ,
un tempo recitava :

Quanno me godo da la loggia mia
quele sere d'agosto tanto belle
ch'er celo troppo carico de stelle
se pija er lusso de buttalle via,
a ognuna che casca penso spesso,
a le speranze che se porta appresso

Mo io, con riverenza,
jarisponno :

Veda, sor mae,
le speranze si, so come stelle
come le stelle saccennono,
come le stelle se spegneno,
ma pur sempre come stelle brilleno,
e ce fanno camp der soriso der celo.

Allora, sor mae
vojo falla na preghiera
a colui che tutto move :

Padre,
noi de speranze ce navemo tante ,
da nun pot tenelle tutte ner petto;
per si vero
che le speranze so lurtime a mor ,
puro p nattimo,
accennce ste stelle,
e dentro ar core, facce ntener
Perch, si su st tera
nun chai manco na speranza,
da butt l
sei come na stella che casca
e n mezzo ar celo danza
senza quarcheduno che se scanza.

Quindi, sor ma, fateve serv,
puro si vero che
chi de speranza vive, disperato more,
ancor pi vero che riusc a ten illesi
e an filo de speranza li desideri appesi
serve come er pane
a tutti quelli che stanno a camp qu .


Letizia 11.04.2014


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