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Pubblicata il: agosto 12, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale centro Italia | Totali visite: 1027 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Trilussa (C. A. Salustri)
1873-1950

Li Frammassoni

I.
Che credi tu? Cha le rivoluzioni
Fussero carbonari per davero,
Cor sacco su le spalle e er grugno nero?
Ma che! lo stesso de li frammassoni.
So muratori, si, ma mica vero
Che te vengheno a mette li mattoni!
Loro so muratori dopinioni,
Cianno la puzzolana ner pensiero.
Tutta la mano dopera se basa
Ner demol li preti, cor proggetto
De fabbricaje sopra unantra casa.
Pe questo so chiamati muratori
E er loro Dio lo chiameno Architetto...
Ma poco pi jassiste a li lavori!

II.


E siccome er Dio loro libberale,
Ma gira gira sempre er Padreterno,
Ne vi cher frammassone va ar governo,
Ce trova er prete e ce rimane eguale.
Se sa, lambizzioncella personale
je strozza spesso er sentimento interno:
un modo de pens tutto moderno
E in questo nun ce trovo sto gran male;
Se er frammassone ci li tre puntini,
Er prete ci er treppizzi, e mhai da ammette
Che armeno in questo qui je savvicini;
Vedrai che troveranno la maniera
De sarv capra e cavoli cor mette
Un puntino per pizzo e... bona sera!


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