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Pubblicata il: luglio 23, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale Italia del nord | Totali visite: 3163 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Antonio Guerra

Cantèda zóinch

Canto quinto

Originale
Pirìn dagli Évi l'à e' nóm de su por bà
che a la su volta l'éva quèl de nòn,
insòma i Pirin dagli Évi in finés mai
e i féva un mél
ch'l'éva l'udòur dla ménta.
La chèsa a mèza còsta,
la è dalòngh da e' paàis e da la vala.

Vuìlt a n savói che in Amèrica, in primavéra,
u i è i tréni ch'i pasa tal pianéuri quérti 'd móil e pésgh
e i pórta i bózz sagli évi
ch'al fa al rufièni da fiòur a fiòur
chè i rèm i n s móv par fè a l'amòur
e i n'aróiva a sguzlè tal campanèli.

Quèst l'è e' mistir che fa Pirìn in primavéra:
e porta i bózz in ziréun tla campagna
e pu l'aspèta tl'òmbra che i chéul dagli évi,
lòvvi e smanèdi, i mètta incinta i fiéur.
Ecco parchè e' nas i frótt
se no u n gn'i sarébb nè màili, nè pésghi e iniquèl
Versione italiana
Pierino delle Api ha il nome di suo padre
che a sua volta aveva quello del nonno,
insomma i Pierino delle Api non finiscono mai
e facevano miele
con l'odore della menta.
La casa, a mezza costa,
è lontana dal paese e dalla valle.

Voi non sapete che in America, a primavera,
ci sono i treni che passano nelle pianure di meli e peschi
e portano le arnie delle api
che fanno da ruffiane da fiore a fiore
perché i rami non si muovono per fare all'amore
e non arrivano a sgocciolare dentro le campanule.

Questo è il mestiere che fa Pierino in primavera:
porta le arnie in giro nelle campagne
e poi aspetta all'ombra che i culi delle api,
golose e impazienti, ingravidino i fiori.
Ecco perché nascono i frutti, altrimenti
non ci sarebbero né mele, né pesche, più niente.


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