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Pubblicata il: luglio 23, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale Italia del nord | Totali visite: 1019 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Antonio Guerra

La capana

Originale
Tra finstri, finistrin, fisuri,
taparli, bus e spurtll, drinta la capana
u i n'era pi ad zinqunta e Omero
par una stmna e pi u s' mss
a guard qul ch'u s' avdva 'd fura.
Prima di ttt al pinti che i cuntadin
i vlva datnda chsa: l'amur
par l'mbra sura e' pzz in mdi
che cal dni te t l'aqua li n ciaps
un culp ad sul, l'anus che tn dalngh
al mschi, e' voinch par i crin
e i zst che fva i vcc tla vggia,
e'tamaris par al ramazi da spaz
la stala e l'ra, la siva de sambugh
cuntra e'vrum solitri,
e pu e' canaid che dva al cani nvi
ma la vgna. Ttta sta rba la era ancura
in pi tranne i pl di pair ch'i n' va
pi la paia, l'ra di bastun instichd ma tra
sal spranghi spandulun
ch'al n tnva pi lighd e' strm
cuntra al buraschi 'd vnt


La Capanna.

Tra finestre, finestrini, fessure,
tapparelle, buchi e sportelli,
dentro la capanna ce n 'erano
pi di cinquanta e Omero
per una settimana e pi si messo
a guardare quello che si vedeva fuori.
Prima di tutto gli alberi che i contadini
piantavano attorno a casa: il gelso per
l'ombra sul pozzo perch
le donne nel tirare su l'acqua non prendessero
un colpo di sole, il noce che tiene lontane
le mosche, il vinco per i canestri e
i cesti che facevano i vecchi nella veglia,
il tamerice per le ramazze che pulivano
la stalla e l'aia, la siepe del sambuco
contro il verme solitario
e poi il canneto che dava le canne nuove
per la vigna. Tutto questo era ancora l,
ma dei pagliai erano rimasti solo i pali
ficcati in terra
coi fili di ferro allentati
che non tenevano pi fermo lo strame
contro le burrasche del vento.


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