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Pubblicata il: agosto 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale Italia del nord | Totali visite: 4127 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Pier Paolo Pasolini
Il d da la me murt

Originale     Versione italiana

Il d da la me murt


Ta na sitt, Trist o Udin,
ju par un vil di tjs,
di vierta, quan' ch'a mdin
il colur li fujs,
i colari murt
sot il soreli ch'al art
biondu e alt
e i sierari li sjs,
lassnlu lusi, il sil.
Sot di un tj clpid di vert
i colari tal neri
da la me murt ch'a dispirt
i tjs e il soreli.
I bij zuvins
a corarn ta ch lus
ch'i i pena pierdt,
svualnt fur da li scuelis
cui ris tal sorneli.
Jo i sari 'ciam zvin
cu na blusa clara
e i dols ciavij ch'a plvin
tal plvar amr.
Sari 'ciam cialt
e un frut curnt pal sfalt
clpit dal vil
mi pojar na man
tal grin di cristl.

Il giorno della mia morte


In una citt, Trieste o Udine,
per un viale di tigli,
quando di primavera
le foglie mutano colore,
io cadr morto
sotto il sole che arde,
biondo e alto,
e chiuder le ciglia
lasciando il cielo al suo splendore.
Sotto un tiglio tiepido di verde,
cadr nel nero
della mia morte che disperde
i tigli e il sole.
I bei giovinetti
correranno in quella luce
che ho appena perduto,
volando fuori dalle scuole,
coi ricci sulla fronte.
Io sar ancora giovane,
con una camicia chiara,
e coi dolci capelli che piovono
sull'amara polvere.
Sar ancora caldo,
e un fanciullo correndo per l'asfalto
tiepido del viale,
mi poser una mano
sul grembo di cristallo.


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