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Pubblicata il: agosto 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia dialettale Italia del nord | Totali visite: 4212 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Pier Paolo Pasolini
Vuei a Domnia,
Originale     Versione italiana

Vuei a Domnia,


doman a si mur,
vuei mis vists
di seda e di amur.
Vuei a Domnia,
pai pras cun frescs pis
a sltin frutns
lizirs tai scarps.
Ciantnt al me spieli
ciantnt mi petni.
Al rit tal me vuli
il Diul peciadur.
Sunit, mes ciampanis,
parilu indavur!
Sunn, ma se i vurditu
ciantnt tai to pras?"
I vuardi il soreli
di muartis ests,
i vuardi la ploja
li fujs, i gris.
I vuardi il me curp
di quan'ch'i eri frut,
li tristis Domniis,
il vivi pierdt.
"Vuei ti vistssin
la seda e l'amur,
vuei a Domnia
domn a si mur".

Oggi Domenica,


domani si muore,
oggi mi vesto
di seta e d'amore.
Oggi Domenica,
pei prati con freschi piedi
saltano i fanciulli
leggeri negli scarpetti.
Cantando al mio specchio,
cantando mi pettino.
Ride nel mio occhio
il Diavolo peccatore.
Suonate, mie campane,
cacciatelo indietro!
"Suoniamo, ma tu cosa guardi
cantando nei tuoi prati?"
Guardo il sole
di morte estati,
guardo la pioggia,
le foglie, i grilli.
Guardo il mio corpo
di quando ero fanciullo,
le tristi Domeniche,
il vivere perduto.
"Oggi ti vestono
la seta e l'amore,
oggi Domenica,
domani si muore".


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