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Pubblicata il: maggio 06, 2016 | Da: Gino Ragusa Di Romano
Categoria: Poesia italiana | Totali visite: 411 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Gino Ragusa Di Romano

SIGNOR BERGOGLIO

Signor Jorge Mario Bergoglio,
poteva evitare un s lungo viaggio;
qui c il fiore della chiesa onesta,
che naviga da sempre nellimbroglio,
da cui giorno e notte trae vantaggio
ed il popolo bue plaude la sua festa.

Ma lei gli espedienti li conosce meglio
di questi che chierca pi non hanno
e che, girando con baldanza per le calli
ben vestiti, barba e cresta come galli,
spesso alla beffa sommano linganno
illudendo gli asserviti al lor risveglio.


Da sempre dei papi la loro storia
contraddice ai precetti di quel Cristo,
che voi allora inchiodaste in croce;
ergo in Argentina torni senza boria,
dal suo insediamento gi si visto
che mai soldo e sfarzo perdon voce.

Lei un politicante, attore di talento,
la scelta del conclave fu perfetta;
pi che il vicario del povero Cristo,
lei il contrario tra oro e argento,
che lannoso clero mafioso infetta
da quella cupola, piovra anticristo.

Gi le ho scritto ci che or riscrivo:
dia al mondo dei poveri i tesori
dello Ior e tutti i beni ignoti e noti;
sia del povero Cristo apostol vivo,
vada per le strade ad alleviar dolori,
assolva cos al dono dei suoi voti.

Poi decreti la castrazione ai preti,
che, se in pectore han la vocazione,
saranno attratti come dei magneti
dalla fede per la sublimazione.

Sia lei per primo a dar lesempio
per cancellare il vostro stato empio.

Gino Ragusa Di Romano
Dal mio libro "BRIO E MALINCONIA"


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