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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 783 | Valorazione

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Redazione
Il piů grande sito italiano di poesie e racconti. La casa della poesia non avrŕ mai porte.
O desďata verde solitudine
lungi al rumor de gli uomini!
qui due con noi divini amici vengono,
vino ed amor, o Lidia.

Deh, come ride nel cristallo nitido
Lieo, l'eterno giovine!
come ne gli occhi tuoi, fulgida Lidia,
trďonfa amore e sbendasi!

Il sol traguarda basso ne la pergola,
e si rinfrange roseo
nel mio bicchiere: aureo scintilla e tremola
fra le tue chiome, o Lidia.

Fra le tue nere chiome, o bianca Lidia,
langue una rosa pallida;
e una dolce a me in cuor tristezza súbita
tempra d'amor gl'incendii.

Dimmi: perché sotto il fiammante vespero
misterďosi gemiti
manda il mare lŕ giú? quai canti, o Lidia,
tra lor quei pini cantano?

Vedi con che desio quei colli tendono
le braccia al sole occiduo:
cresce l'ombra e li fascia: ei par che chiedano
il bacio ultimo, o Lidia.

Io chiedo i baci tuoi, se l'ombra avvolgemi,
Lieo, dator di gioia:
io chiedo gli occhi tuoi, fulgida Lidia,
se Iperďon precipita.

E precipita l'ora. O bocca rosea,
schiuditi: o fior de l'anima,
o fior del desiderio, apri i tuoi calici:
o care braccia, apritevi.


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