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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia italiana | Totali visite: 1383 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Giovani siam, maestri molto buoni,
donne, come udirete, a far cialdoni.
In questo carnascial siamo svati
dalla bottega, anzi fummo cacciati:
non eron prima fatti che mangiati
da noi, che ghiotti siam, tutt'i cialdoni.
Cerchiamo avviamento, donne, tale,
che ci passiamo in questo carnasciale;
ma sanza donne inver si pu far male:
e insegnerenvi come si fan buoni.
Metti nel vaso acqua, e farina drento
quanto ve n'entra, e mena a compimento:
quand'hai menato, e' vien come un unguento,
un'acqua quasi par di maccheroni.
Chi non vuole al menar presto esser stanco,
meni col dritto e non col braccio manco;
poi vi si getta quel ch' dolce e bianco
zucchero; e fa' il menar non abbandoni.
Conviene, in quel menar, cura ben aggia,
per menar forte, che di fuor non caggia,
fatto l'intriso, poi col dito assaggia:
se ti par buon, le forme a fuoco poni.
Scaldale bene, e, se sia forma nuova,
il fare adagio ed ugner molto giova;
e mettivene poco prima, e pruova
come resce, e se li getta buoni.
Ma, se la forma sia usata e vecchia,
quanto tu vuoi, per metterne, apparecchia,
perch ne pu ricevere una secchia;
e da Bologna i romaiuol' son buoni.
Quando l'intriso nelle forme metti
e senti frigger, tieni i ferri stretti,
mena le forme, e scuoti acci s'assetti,
volgi sozzopra, e fien ben cotti e buoni.
Il troppo intriso fuori spesso avanza,
esce pe' fessi, ma questo usanza:
quando ti par che sia fatto abbastanza,
apri le forme e cavane i cialdoni.
Nello star troppo scema, non gi cresce:
se son ben unte, da s quasi n'esce,
e 'l ripiegarlo allor facile resce
caldo, e in un panno bianco lo riponi.
Piglia le grattapugie od un pannuccio
ruvido, e netta bene ogni cantuccio;
la forma quasi una bocca di luccio;
tien ne' fessi lo intriso che vi poni.
Esser vuole il cialdone un terzo o pie
grosso, a ragione aver le parti sue:
ed a farli esser vogliono almen due,
l'un tenga, l'altro metta; e' fansi buoni.
Se son ben cotti, coloriti e rossi,
son belli, e quanto un vuol mangiarne puossi;
perch, se paion ben vegnenti e grossi,
strignendo e' son pur piccioli bocconi.
Donne, terrete voi e noi mettiamo;
se noi mettessin troppo forte o piano,
pigliate voi il romaiuolo in mano:
mettete voi, purch facciam de' buoni.


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