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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia italiana | Totali visite: 638 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
O donne, noi siam giovani fornai,
dell'arte nostra buon' maestri assai.

Noi facciam berlingozzi e zuccherini,
cociamo ancor certi calicioncini:
abbiam de' grandi, e paionvi piccini,
di fuor pastosi e drento dolci assai.

Facciamo ancor bracciatelli ed i gnocchi,
non grati agli occhi, anzi pien' di bernocchi:
paion duri di fuor, quando li tocchi;
ma drento poi rescon meglio assai.

Se ci alcuna a chi la fava piaccia,
la meglio infranta abbiam che ci si faccia,
con un pestel che insino a' gusci schiaccia,
ma a menar forte ell'esce de' mortai.

Noi sappiamo ancor fare il pan buffetto,
pi bianco che non 'l vostro ciuffetto;
direnvi il modo che n'abbiam diletto;
pensar, dir, far non vorrem'altro mai.

Convien farina aver di gran calvello,
poi menar tanto il staccio o burattello,
che n'esca il fiore: e l'acqua calda e quello
mescola insieme, e tutto intriderai.

Or qui bisogna aver poi buona stiena:
la pasta fine quanto pi si mena;
se sudi qualche goccia per la pena,
rimena pur insin che fatto l'hai.

Fatto il pan si vuol porre a lievitare;
in qualche loco caldo vorria stare;
sopra un letto puossi assai ben fare;
che in ordine sia bene aspetterai.

Intanto 'l forno caldo e tu lo spazzi:
lo spazzatoio in qua e in l diguazzi,
se vi resta di cener certi sprazzi;
non l'ha mai netto ben chi cuoce assai.

Sente il pan drento quel calduccio e cresce,
rigonfia, e l'acqua a poco a poco n'esce;
entravi grave e soffice resce;
d'un pane allor quasi un boccon farai.

Per cuocere un arrosto ed un pastello,
allato al forno grande un fornello,
e tutt'a dua han quasi uno sportello,
ma non lo sanno usar tutti i fornai.

O belle donne, questa l'arte nostra;
se voi volessi per la bocca vostra
qualche cosetta, questa sia la mostra:
al paragon noi starem sempre mai.


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