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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia italiana | Totali visite: 619 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Siam galanti di Valenza
qui per passo capitati,
d'amor gi presi e legati
delle donne di Fiorenza.
Molto son gentili e belle
donne nella terra nostra:
voi vincete d'assai quelle,
come il viso di fuor mostra;
questa gran bellezza vostra
con amore accompagnate;
se non siete innamorate,
e' saria meglio esser senza.
Quanto una buona spanna
vaselletti lunghi abbiamo;
se dicessi: - Altri v'inganna -
noi ve li porremo in mano:
ritti al luogo li mettiamo;
nella punta acceso il foco,
onde sparge a poco a poco
dolce odor, che ha gran potenza.
Or dell'olio vogliam dire:
ha odore e virt tanta,
che fa altri risentire
dal capo insino alla pianta.
L'olio una cosa santa,
s' stillato in buona boccia:
esce fuori a goccia a goccia;
se pi pena, ha pi potenza.
L'olio sana ogni dolore
e risolve ogni durezza;
tira a s tutto l'umore,
trae del membro la caldezza,
penetrando la dolcezza
quanto pi forte stropicci:
se hai triemiti o capricci,
usa l'olio e sarai senza.
Noi abbiamo un buon sapone,
che fa saponata assai:
frega un pezzo, ove si pone:
se pi meni, pi n'arai.
vv'egli accaduto mai,
donne, aver l'anella strette?
Col sapon, che cava e mette,
cuoce un poco: pazenza!
Donne, ci che abbiamo vostro.
Se d'amor voi siate accese,
metterem l'olio di nostro,
ungeremo a nostre spese;
abbiam olio del paese,
gelsi, aranci e mongiu:
se vi piace, proviam qui:
fate questa esperenza.


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