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Pubblicata il: febbraio 27, 2014 | Da: Redazione
Categoria: Poesia per bambini | Totali visite: 1463 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Hans Christian Andersen 02/04/1805 Odense Danimarca - 04/04/1875 Copenaghen Danimarca

LA PICCOLA FIAMMIFERAIA

Faceva molto freddo, nevicava e calava la sera, era lultima sera dellanno, per lappunto, la sera di San Silvestro. Nel freddo e nelloscurit, una povera bimbetta girava per le strade, a capo scoperto, a piedi nudi. Veramente, quandera uscita di casa, aveva certe babbucce; ma a che le erano servite? Erano molto grandi, prima erano appartenute a sua madre, e cos larghe e sgangherate, che la bimba le aveva perdute, traversando in fretta la via, per scansare due carrozze, che sincrociavano con tanta furia Una non sera pi trovata, e laltra se lera presa un monello, dicendo che ne avrebbe fatto una culla per il suo primo figliuolo.
E cos la bambina camminava coi piccoli piedi nudi, fatti rossi e turchini dal freddo: aveva nel vecchio grembiule una quantit di fiammiferi, e ne teneva in mano un pacchetto. In tutta la giornata non era riuscita a venderne nemmeno uno; nessuno le aveva dato un soldo; aveva tanta fame, tanto freddo, e un visetto patito e sgomento, povera creaturina. I fiocchi di neve le cadevano sui lunghi capelli biondi, sparsi in bei riccioli sul collo; ma essa non pensava davvero ai riccioli! Tutte le finestre scintillavano di lumi; per le strade si spandeva un buon odirino darrosto; era la vigilia del capo danno : a questo ella pensava.
Nellangolo formato da due case, di cui una sporgeva innanzi sulla strada, sedette, abbandonandosi, rannicchiandosi tutta, tirandosi sotto le povere gambe. Il freddo la prendeva sempre pi ma la bimba non osava ritornare a casa: riportava tutti i fiammiferi e nemmeno un soldino. Il babbo lavrebbe certo picchiata; e del resto, forse, non faceva freddo anche a casa ? Abitavano proprio sotto il tetto, ed il vento ci soffiava tagliente, sebbene le fessure pi larghe fossero turate, alla meglio, con paglia e stracci.
Le sue manine erano quasi morte dal freddo. Ah, quanto bene le avrebbe fatto un piccolo fiammifero! Se si arrischiasse a cavarne uno dallo scatolino, ed a strofinarlo sul muro per riscaldarsi le dita Ne cav uno, e tracc ! Come scoppiett, come bruci! Mand una fiamma calda e chiara come una piccola candela, quando ella la par con la manina. Che strana luce! Pareva alla piccina dessere seduta dinanzi ad una grande stufa di ferro, con le borchie e il coperchio di ottone lucido: il fuoco ardeva cos allegramente, e riscaldava cos bene!
La piccina allungava gi le gambe, per riscaldare anche quelle ma la fiamma si spense, la stufa scomparve , ed ella si ritrov l seduta, con un pezzettino di fiammifero bruciato tra le mani. Ne accese un altro: anche questo bruci, rischiar, e il muro, nel punto in cui batteva la luce, divenne trasparente come un velo. La bimba vide proprio dentro nella stanza, dove la tavola era apparecchiata con una bella tovaglia, duna bianchezza abbagliante e con finissime porcellane; nel mezzo della tavola, loca arrostita fumava, tutta ripiena di mele cotte e di prugne.
Il pi bello poi fu che loca stessa balz fuori dal piatto, e , col trinciante ed il forchettone piantati nel dorso, si diede ad arrancare per la stanza, dirigendosi proprio verso la povera bambina Ma il fiammifero si spense, e non vide pi che il muro opaco e freddo. La piccolina accese un terzo fiammifero. E si trov sotto ad un magnifico albero, ancora pi grande e meglio ornato di quello che aveva veduto, attraverso i vetri delluscio, nella casa del ricco negoziante, la sera di Natale. Migliaia di lumi scintillavano tra i verdi rami, e certe figure colorate, come quelle che si vedono esposte nelle vetrine dei negozi, guardavano la piccina.
Ella tese le mani e il fiammifero si spense. I lumicini di Natale volarono su in alto, sempre pi in alto: ed ella si avvide allora cherano stelle lucenti. Una stella cadde, e segn una lunga striscia di luce sul fondo del cielo. Qualcuno muore! Disse la piccola, perch la sua vecchia nonna (lunica persona al mondo che lavesse trattata amorevolmente, ma che purtroppo era morta), la sua vecchia nonna le aveva detto: Quando una stella cade, unanima sale in paradiso. Strofin contro il muro un altro fiammifero, che mand un grande chiarore tutto intorno ed in quel chiarore la vecchia nonna apparve, tutta raggiante, e mite, e buona
Oh, nonna! grid la piccolina: Prendimi con te! So che tu sparisci, appena la fiammella si spegne, come sono spariti la bella stufa calda, larrosto fumante, ed il grande albero di Natale! Presto presto, accese tutti insieme i fiammiferi che ancora rimanevano nella scatolina: voleva trattenere la nonna. I fiammiferi diedero tanta luce che nemmeno di pieno giorno cos chiaro: la nonna non era mai stata cos bella, cos grande Ella prese la bambina tra le sue braccia, ed insieme volarono su, verso lo Splendore e la Gioia, su, in alto, dove non c pi fame, n freddo, n angustia, e giunsero presso Dio.
Ma nellangolo tra le due case, allo spuntare della fredda alba, fu veduta la piccina, con le gotine rosse ed il sorriso sulle labbra, morta assiderata nellultima notte del vecchio anno. La prima alba dellanno nuovo pass sopra il piccolo corpo, disteso l, con le scatole dei fiammiferi, di cui una era quasi tutta bruciata. Ha cercato di scaldarsi dissero. Ma nessuno seppe tutte le belle cose che la bimba aveva visto; nessuno seppe tra quanta luce era entrata, con la vecchia nonna, nella gioia dellalba del Nuovo Anno.


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