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Pubblicata il: novembre 11, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesia per bambini | Totali visite: 1437 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Italo Calvino
LA NEBBIA

Un giorno, all'uscita del cinema Marcovaldo apr gli occhi sulla via, torn a chiuderli, a riaprirli, non vedeva niente, assolutamente niente, neanche a un palmo dal naso.
Nelle ore in cui era restato l dentro la nebbia aveva invaso la citt, una nebbia spessa, opaca, che involgeva le cose e i rumori, spiaccicava le distanze in un spazio senza dimensioni, mescolava le luci dentro il buio trasformandole in bagliori senza forma n luogo.
Marcovaldo si diresse macchinalmente alla fermata del tram e sbatt il naso contro il palo del cartello. In quel momento, s'accorse d'essere felice: la nebbia, cancellando il mondo intorno, gli permetteva di conservare nei suoi occhi le visioni dello schermo. Anche il freddo era attutito, quasi che la citt si fosse rincalzata addosso una nuvola come una coperta.
Marcovaldo, imbacuccato nel suo cappotto, si sentiva protetto dalle sensazioni esterne, sollevato nel vuoto, e poteva colorare questo vuoto con le immagini dell'India, del Gange, della giungla, viste nel film.
Venne il tram, evanescente come un fantasma, scampanellando lentamente. Le cose esistevano appena, per Marcovaldo quella sera lo stare in fondo al tram, voltando la schiena agli altri passeggeri, fissando la notte fuori dai vetri, era la situazione perfetta per sognare a occhi aperti, per proiettare davanti a se un film ininterrotto su uno schermo sconfinato.


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