La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: giugno 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie africane | Totali visite: 2644 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Il ritorno del figliol prodigo: wo per una kra


A Jacques Maguiln Senghor, mio nipote.

I
E il mio cuore di nuovo sul gradino di pietra, sotto l'alto portale d'onore.
E trasaliscono le ceneri tiepide dell'Uomo dagli occhi di folgore, mio padre.
Sulla mia fame, la polvere di sedici anni errabondi, e l'inquietudine di tutte le strade d'Europa
E il rumore delle grandi citt; e le citt battute dalle onde di mille passioni nella mia testa.
Il mio cuore rimasto puro come il Vento dell'Est nel mese di marzo.

II
Ricuso il mio sangue nella testa vuota d'idee, in questo ventre che i muscoli del coraggio hanno disertato.
Mi guidi la nota d'oro del flauto del silenzio, mi conduca il pastore mio fratello di sogno d'un tempo
Nudo sotto la sua cintura di latte, un fiore dell'albero corallo sulla fronte.
E trafiggi pastore, trafiggi con una lunga nota surreale quella villa vacillante, dalle finestre e dagli abitanti minati dalle termiti.
E il cuore di nuovo sotto l'alta dimora che ha edificato l'orgoglio dell'Uomo
E il mio cuore di nuovo suUa tomba dove ha pietosamente adagiato la sua lunga genealogia.
Non ha bisogno di carta; soltanto il foglio sonoro dei dyli e lo stilo d'oro rosso della sua lingua.

III
Come vista come vuota la corte dall'odore del nulla
Come la pianura nella stagione secca che trema del suo vuoto
Ma quale uragano taglialegna abbatt l'albero secolare?
E tutto un popolo si nutriva della sua ombra sulla terrazza circolare
E tutta una casa coi suoi palafrenieri, pastori domestici e artigiani
Sulla terrazza rossa che difendeva il mare ondeggiante degli armenti nei grandi giorni di fuoco e di sangue.
O forse un quartiere folgorato dalle aquile quadrimotori
E dai leoni delle bombe dai balzi possenti?

IV
E il mio cuore di nuovo sui gradini dell'alta dimora.
Mi stendo a terra ai vostri piedi, nella polvere del mio rispetto
Ai vostri piedi, Antenati presenti, che dominate fieri la grande sala con tutte le vostre maschere che sfidano il Tempo.
Ancella fedele della mia infanzia, ecco i miei piedi ingommati del fango della Civilt.
L'acqua pura sui miei piedi, ancella, e solo le loro piante bianche sulle stuoie di silenzio.
Pace pace e pace, miei Padri sulla fronte del Figliol Prodigo.

V
Tu fra tutti Elefante di Mbissel, che ornavi di amicizia il tuo poeta dyli
Ed egi divideva con te i piatti d'onore, il grasso che inflora le labbra
E i cavalli del Fiume regalo dei re di Sine, padroni dei miglio padroni delle palme
Dei re di Sine che avevano piantato a Diakhw la diretta forza della loro lancia.
E tra tutti questo Mbogou colore del deserto; e i Guedwar avevano versato libagioni di lacrime alla sua partenza
Pioggia pura di rugiada quando sanguina la morte de Sole sulla pianura marina e le onde dei guerrieri morti.

VI
Elefante di Mbissel, dalle tue orecchie assenti agli occhi, i miei Antenati ascoltino la mia devota preghiera
Siate benedetti, miei Padri siate benedetti!
I mercanti e i banchieri, signori dell'oro e delle periferie dove sgorga la foresta delle ciminiere
- Hanno comprato la loro nobilt e le viscere della loro madre erano nere -
I mercanti e banchieri mi ihanno proscritto dalla Nazione.
Sull'onore delde mie armi, hanno fatto inicidere Mercenerio
E sapevano che non chiedevo paga alcuna; soltanto dieci soldi
Per cullare il fumo mio sogno, e il latte per lavare la mia amarezza blu.
Sui campi della disfatta se ho ripiantato la mia fedelt perch Dio aveva colpito la Francia con la sua mano di piombo.
Siate bendetti, miei Padri, siate benedetti!
Voi che avete permesso disprezzo e scherni, le offese raffinate le allusioni discrete
- E le interdizioni e le segregazioni.
E poi avete strappato a questo cuore troppo amoroso legami che lo univano al battito del mondo.
Siate benedetti, perch non avete permesso che l'odio incidesse questo cuore d'uomo.
Voi sapete che ho stretto amicizia coi Principi preseritti dello spirito, coi principi della forma
Che ho mangiato il pane che affama dell'innumerevole armata dei lavoratori e dei disoccupati
Che ho sognato un mondo di sole nella fratenit dei miei fratelli dagli occhi azzurri.

VII
Elefante di Mbissel, applaudo ai magazzini vuoti intorno a'alta dimora.
Scoppio in applausi! Viva il fallimento del commerciante!
Applaudo a questo braccio di mare disertato dalle ali bianche
- Caccino i coccodrilli nella foresta degi abissi, e pascolino in pace le vacche marine!
Brucio il seco, la piramide d'arachidi che domina il paese
E il duro molo, questa volont implacabile sul mare
Ma quando risuscito, tra nitriti e muggiti, il rumore delle greggi
Il rumore che modula di sera il chiaro di luna del flauto e delle conche
Io risuscito la teoria delle domestiche sulla rugiada
E le grandi zucche di latte, calme, sul ritmo delle anche bilanciate
Risuscito la carovana di asini e dromedari nell'odore di miglio e di riso
Nello scintililio degli specchi, nel tintinnio dei visi e delle campane d'argento.
Risuscito le mie virt terrene!

VIII
Elefante di Mibissel, ascolta la mia devota preghiera.
Dammi la scienza fervida dei grandi dottori di Timbuct
Danuni la volont di Soni Ali, il figlio della bava del Leone - un maremoto alla conquista di un continente
Spira su di me la saggezza dei Keita.
Dammi il coraggio del Guelwar e cingi le mie reni di forza come un tydo
Concedimi di morire per la causa del mio popolo, e se occorre nell'odore della polvere e del cannone.
Conserva e radica nel mio cuore liberato d'amore primo di questo stesso popolo.
Fa di me il tuo Maestro di Lingua; anzi, nominami suo ambasciatore.

IX
Siate benedetti, miei Padri, che benedite il Figliol prodigo!
Vogllo rivedere il gineceo di destra, dove giocavo con le colombe e con i miei fratelli figli del Leone.
Ah! dormire di nuovo nel letto fresco della mia infanzia
Ah! proteggono di nuovo il mio sonno le nere mani tanto care
E di nuovo il bianco sorriso di mia madre.
Domani riprender il cammino dell'Europa, al cammino dell'ambasciata
Col rimpianto del Paese nero.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie africane più letti

» Lopold Sdar Senghor E MUOIONO DI FAME
» Birago Diop I MORTI NON SONO MORTI
» Lopold Sdar Senghor DONNA NERA
» Leopold S. Senghor - Il ritorno del figliol prodigo
» Nelson Mandela - La meditazione
Gli ultimi Poesie africane pubblicati

» Birago Diop I MORTI NON SONO MORTI
» Lopold Sdar Senghor E MUOIONO DI FAME
» Lopold Sdar Senghor DONNA NERA
» Leopold S. Senghor - Notte di sine
» Leopold S. Senghor - Maschera negra
» Leopold S. Senghor - L'uragano


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Era debole, ed io ero forte allora - cosi' lascio' ch'io la guidassi a e entrare - Ero debole, lui era forte allora e nella casa mi lascia condurre

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6527
Autori registrati
3076
Totali visite
9722563
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.