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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 500 | Totali visite: 1389 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Satirelli ricciutelli,
satirelli, or chi di voi
porger pi pronto a noi
qualche nuovo smisurato
sterminato calicione,
sar sempre il mio mignone1;
n m'importa, se un tal calice
sia d'avorio o sia di salice,
o sia d'oro arciricchissimo
purch sia molto grandissimo.
Chi s'arrsica di bere
ad un piccolo bicchiere,
fa la zuppa nel paniere:
quest'altiera, questa mia
diona bottiglieria
non raccetta, non alloggia
bicchieretti fatti a foggia.
Quei bicchieri arrovesciati,
e quei gozzi strangolati
sono arnesi da ammalati:
quelle tazze spase e piane
son da genti poco sane:
caraffini,
buffoncini,
zampilletti e borbottini
son trastulli da bambini:
son minuzie, che raccttole
per fregiarne in gran dovizia
le moderne scarabttole
delle donne fiorentine;
voglio dir non delle dame,
ma bens delle pedine.
In quel vetro, che chiamasi il tnfano2
scherzan le Grazie, e vi trionfano:
ognun colmilo, ognun votilo:
ma di che si colmer?
Bella Arianna, con bianca mano
versa la manna di Montepulciano:
colmane il tnfano, e porgilo a me.
Questo liquore che sdrucciola al cuore,
oh come l'gola baciami e mordemi!
oh come in lacrime gli occhi disciogliemi!
me ne strasecolo, me ne strabilio,
e fatto estatico vo in visibilio.
Onde ognun che di Lio3
riverente il nome adora,
ascolti questo altissimo decreto,
che Bassaro pronunzia, e gli dia f:
MONTEPULCIANO D'OGNI VINO IL RE.

A cos lieti accenti,
d'edere e di corimbi il crine adorno,
alternavano i canti
le festose Baccanti:
ma i Satiri, che avean bevuto a isnne4,
si sdraiaron sull'erbetta
tutti cotti come mnne5

(1)mignone: preferito
(2)tonfano: bicchiere largo e profondo
(3)Lio: Bacco
(4)a isnne: in abbondanza
(5)monne: scimmie, bertucce


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