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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 500 | Totali visite: 8208 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
E labra ha di rubino
ed occhi ha di zaffiro
la bella e cruda donna ond'io sospiro.
Ha d'alabastro fino
la man che volge del tuo carro il freno,
di marmo il seno e di diamante il core.
Qual meraviglia, Amore,
s'ai tuoi strali, ai miei pianti ella e' si' dura ?
Tutta di pietre la formo' la natura.


Autore: G.Marino (1569-1625 Napoli).
Note: Poeta piu' rappresentativo dell'Italia del Seicento.
Caposcuola del marinismo, autore di una poesia di
barocca fantasia e ottima inventiva. Opere: Spicca il
capolavoro "Adone" (1623), in 5123 ottave, repertorio di
tutto il materiale poetico e erudito dell'epoca.


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Dolce per me è stato il suo viso, Splendenti sono i suoi occhi quando mi guardano L'oro non è nulla in confronto al colore dei suoi capelli E il suo corpo è per me pura adorazione. Ma il sogno è finito, è giunta l'ora di svegliarsi, Guardare fuori dal vetro della finestra e aprirsi alla vita, Accogliere di nuovo l'amore e chiudere per sempre l'ormai vecchio bagaglio.

    Statistiche generali
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