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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 700 | Totali visite: 4217 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
GiÓ per l'aula beata a cento intorno
Dispersi tavolier seggon le dive,
Seggon gli eroi, che dell'Esperia sono
Gloria somma o speranza. Ove di quattro
Un drappel si raccoglie: e dove un altro
Di tre soltanto. Ivi di molti e grandi
Fogli dipinti il tavolier si sparge:
Qui di pochi e di brevi. Altri combatte;
Altri sta sopra a contemplar gli eventi
De la instabil fortuna e i tratti egregi
Del sapere o dell'arte. In fronte a tutti
Grave regna il consiglio: e li circonda
Maestoso silenzio. Erran sul campo
Agevoli ventagli, onde le dame
Cercan ristoro all'agitato spirto
Dopo i miseri casi. Erran sul campo
Lucide tabacchiere. Indi sovente
Un'util rimembranza un pronto avviso
Con le dita si attigne: e spesso volge
I destini del gioco e de la veglia
Un atomo di polve. Ecco sen ugne
La panciuta matrona intorno al labbro
Le calugini adulte1: ecco sen ugne
Le nari delicate e un po' di guancia
La sposa giovinetta. In vano il guardo
D'esperto cavalier, che giÓ su lei
Medita nel suo cor future imprese,
Le domina dall'alto i pregi ascosi:
E in van d'un altro, timidetto ancora,
Il pertinace piŔ l'estrema punta
Del bel piŔ le sospigne. Ella non sente
O non vede o non cura. Entro a que' fogli2,
Ch'ella con man sý lieve ordina o turba,
De le pompe muliebri a lei concesse
Or s'agita la sorte. Ivi Ŕ raccolto
Il suo cor la sua mente. Amor sorride;
E luogo e tempo a vendicarsi aspetta.


Giuseppe Parini - Il Giorno. Le odi. Dialogo
sopra la nobiltÓ

1729-1799

1 calugini adulte: la peluria ormai cresciuta
1fogli: carte o tarocchi


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L'altr'anno, ero malato, ero lontano, a Messina: col tifo. All'improvviso udivo spesso camminar pian piano, a piedi scalzi. Era Maria, col viso tutt'ombra, dove un mio levar di ciglia gettava sempre un lampo di sorriso.

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